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Avvio positivo per Piazza Affari e le Borse europee

Segnali incoraggianti arrivano dall’Asia e dall’America. Da seguire gli indici pmi manifatturieri della zona euro e degli Stati Uniti. In partenza la stagione delle trimestrali anche in Italia

Parte positivo il mese di febbraio per le Borse europee sostenute dalla buona chiusura della Borsa di Tokyo e dai movimenti in rialzo dei future sui principali indici di Wall Street. Nei primi minuti di contrattazione sono gli acquisti a prevalere con il Dax di Francoforte che avanza dell’1,2%, mentre il Cac40 e il Ftse 100 segnano rispettivamente un aumento dell’1,04% e dello 0,65%. 

Anche Piazza Affari parte bene con l’indice Ftse Mib che segna un progresso di quasi un punto percentuale (+0,8%) muovendosi in area 21.754 punti, dopo aver archiviato la terza settimana negativa consecutiva e la peggiore nel 2021 (-2,34%). Il primo mese dell’anno si è chiuso in rosso a Piazza Affari (-2,97%) con Atlantia, Inwit e Nexi che hanno lasciato sul parterre oltre il 10%. Sul listino italiano ha pesato non solo il contesto sanitario ma anche l’incertezza politica, ancora in corso, che ha portato alla caduta del governo Conte bis. Oggi tra i titoli del paniere principale, scatta in avanti Buzzi Unicem che conquista la vetta con un +2.4%, proseguendo la buona performance di gennaio. Buzzi è infatti stata tra le cinque blue chip più performanti nel primo mese dell’anno con un +4,26%. Acquisti anche su Azimut Interpump, che avanzano di oltre due punti percentuali. Sul fondo del listino invece scivola Eni che cede lo 0,3%.

Come dicevamo, in Asia si registrano rialzi diffusi (Nikkei ha chiuso a +1,55%, Shanghai fa +0,58% e Hong Kong +2,31%) nonostante l’indice pmi Caixin manifatturiero della Cina sia sceso a 51,5 a gennaio, da 53 di dicembre, sotto le attese degli analisti sentiti da Reuters che prevedevano 52,7, e al livello più basso da giugno 2020. Intanto anche il pmi manifatturiero calcolato dallo Stato è sceso a 51,3 a gennaio da 51,9 di dicembre e sotto le attese degli analisti interpellati da Reuters di 51,6. In calo anche il pmi manifatturiero del Giappone di gennaio che si è attestato a 49,8 da 50 di dicembre.

Positivi i future di Wall Street (Dow Jones +0,37%, Nasdaq +0,41% e S&P +0,42%) come le quotazioni del petrolio. Il Wti si attesta a 52,49 dollari al barile, +0,56%, mentre il Brent segna 55,45 dollari al barile, +0,74%. L’oro tratta a 1.864 dollari l’oncia, +0,9%, mentre l’argento balza del 7,8% a 29 dollari per via del trading dei piccoli investitori che adesso sarebbe il nuovo target dopo Gamestop della scorsa settimana. Nel valutario l’euro/dollaro tratta attorno a 1,21 a 1,2127, il dollaro/yen è sopra quota 104 a 104,66 e il cross sterlina/dollaro viaggia sopra 1,37 a 1,3741.

Sul fronte degli altri dati macro, in Germania le vendite al dettaglio di dicembre scese del 9,6% su base mensile e salite dell’1,5% annuo (precedente: +1,9% su base mensile, +5,6% annuo) peggio del consenso che indicava il -2,3% su base mensile. Ed è un avvio d’ottava ricco di dati sui mercati. Nel corso della mattinata è prevista la pubblicazione del Pmi manifatturiero di Spagna e Italia. Sempre per l’Italia in uscita anche il tasso di disoccupazione. Per la zona euro si attende, invece, il Pmi manifatturerò e il dato sulla disoccupazione. Per gli Stati Uniti in arrivo nel pomeriggio l’Ism manifatturiero.

Il tutto in vista di una settimana impegnativa sul fronte delle trimestrali sia Usa, dove questa settimana sarà la volta delle blue chip Amazon, Alphabet e Pfizer (tutte domani), sia in Europa e in Italia dove la stagione dei conti del quarto trimestre è alle prime battute e vedrà nei prossimi giorni i primi nomi di rilevo tra cui a Piazza Affari Ferrari (domani), BperCnh (mercoledì), Enel (giovedì), Intesa Sanpaolo (venerdì).

di: Maria Lucia PANUCCI

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