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Istat, la disoccupazione torna a salire: a dicembre sale al 9%

444 mila lavoratori in meno nell’ultimo mese del 2020. Colpite soprattutto le donne. Tra i giovani sale al 29,7%

Il mercato del lavoro è in sofferenza a dicembre. Dopo quattro mesi di progressivo calo, torna a crescere la disoccupazione con il tasso che si colloca al 9% e al 29,7% tra i giovani. Tornano, poi, a calare gli occupati, -444 mila unità su base annua, e si registra un incremento degli inattivi. E’ questa la fotografia che arriva dalla stima preliminare su occupati e disoccupati, a dicembre, diffusa dall’Istat.

I livelli di occupazione e disoccupazione sono inferiori a quelli di febbraio 2020, rispettivamente di oltre 420 mila e di quasi 150 mila unità, e l’inattività risulta superiore di oltre 400 mila unità.

Guardando nel dettaglio i dati, la diminuzione dell’occupazione (-0,4% rispetto a novembre, pari a -101 mila unità) coinvolge le donne, i lavoratori sia dipendenti sia autonomi e caratterizza tutte le classi d’età, con l’unica eccezione degli ultracinquantenni che mostrano una crescita. Sostanzialmente stabile la componente maschile. Nel complesso il tasso di occupazione scende al 58% (-0,2 punti percentuali). 

Il numero di persone in cerca di lavoro torna a crescere (+1,5%, pari a +34mila unità) in modo generalizzato e solo per 15-24enni si osserva una diminuzione. Il tasso di disoccupazione sale al 9% (+0,2 punti) e tra i giovani va al 29,7% (+0,3 punti). A crescere anche il numero di inattivi (+0,3%, pari a +42mila unità), ovvero delle persone che non fanno parte delle forze di lavoro, quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione. Il tasso di inattività sale al 36,1% (+0,1 punti).

«Una carneficina! – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Nonostante il blocco dei licenziamenti, uno tsunami si è abbattuto sui lavoratori italiani. Ci domandiamo cosa accadrà se il Governo dovesse avere la malaugurata idea di non prolungare la cassa Covid e di togliere il blocco legislativo ai licenziamenti. Sarebbe una tragedia! Le due misure devono andare avanti di pari passo fino a che non sarà finita l’emergenza sanitaria».

Invariato invece nel mese di dicembre 2020 il tasso di disoccupazione in Unione Europea, pari a +8,3% come la precedente rilevazione. A renderlo noto è Eurostat secondo cui il dato è in linea con le stime degli analisti.

E di fronte a questi allarmanti dati il segretario confederale della Cgil, Tania Scacchetti avverte: «sono dati che non sorprendono e purtroppo evidenziano un rischio sempre più imminente: se a primavera non verrà prorogato il blocco dei licenziamenti saremo di fronte a una vera e propria bomba sociale».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ASKANEWS

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