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Recovery Plan, Upb: “non disperdere risorse”

Christine Lagarde all’Europarlamento: “sostenere le riforme strutturali e i progetti di investimento a favore della crescita”

L‘Ufficio parlamentare di bilancio, Upb, in un’audizione alla Commissione bilancio del Senato, ha spiegato che l’effetto espansivo del programma Next Generation Eu sull’economia italiana dovrebbe essere distribuito in modo uniforme raggiungendo oltre un punto percentuale di Pil entro i primi tre anni, cioè tra il 2021 e il 2023, seguito da un incremento ulteriore di simile entità nel successivo triennio. Nel 2026 l’utilizzo delle risorse potrebbe innalzare il Pil italiano di circa 2,5 punti percentuali.

Se i fondi fossero però eccessivamente frammentati, il piano potrebbe uscirne indebolito: «la frammentazione delle iniziative che emerge dal Piano nazionale di ripresa e resilienza appare eccessiva e rischia di diluire la potenzialità del Piano di incidere in modo strutturale sulla realtà del Paese – dichiara ancora l’Upb – con una dispersione di risorse che potrebbe non consentire di realizzare gli obiettivi di policy dichiarati».

Il consiglio dunque è quello di rinunciare a qualche linea di intervento e di concentrare le risorse su un numero minore di priorità, per avere un impatto maggiormente visibile su quelle prescelte.

E sul nodo Recovery Plan torna anche la presidente della Bce Christine Lagarde: «è essenziale che i fondi di Next Generation Eu siano erogati rapidamente e utilizzati per sostenere le riforme strutturali e i progetti di investimento a favore della crescita – ha dichiarato in un intervento all’Europarlamento – ciò stimolerebbe la crescita potenziale e contribuirebbe al raggiungimento degli obiettivi dell’Ue nei settori del cambiamento climatico e della digitalizzazione» (leggi anche qui). Lagarde ha parlato poi delle previsioni circa un aumento dell’inflazione nei prossimi mesi, dichiarando che è probabile che le pressioni sui prezzi rimangano contenute a causa della debolezza sulla domanda, dei salari bassi e dell’apprezzamento del tasso di cambio dell’euro: «in questo contesto resta essenziale un orientamento accomodante della politica monetaria».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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