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Sfida climatica, la taskforce internazionale per un mercato da 50 miliardi di dollari

È basato sui crediti di carbonio, unità di carattere finanziario che rappresenta la rimozione di una tonnellata di Co2

La sfida per il clima è entrata nel vivo, con la pandemia che ha dimostrato l’importanza di invertire la rotta e la pressione di investitori istituzionali che non esitano a espellere dal proprio portafoglio i grandi inquinatori.

Per favorire la climate change e le aziende che si sono preposte di ridurre al minimo le emissioni è nata una taskforce internazionale chiamata Tsvcm che ha presentato a Davos la road map per sviluppare un mercato di crediti di carbonio, con un potenziale da 50 miliardi di dollari, divisa in 6 aree fondamentali di intervento e 20 raccomandazioni per superare le attuali barriere allo sviluppo di un mercato “esteso, trasparente, verificabile e robusto”. Le 6 aree di intervento riguardano: principi fondamentali, contratti di riferimento, infrastrutture, legittimità delle compensazioni, integrità del mercato, demand signal. «ll credito di carbonio è un’unità di carattere finanziario che rappresenta la rimozione di una tonnellata di CO2e dall’atmosfera – spiega il fondatore di Carbonsink, unica azienda italiana ad aver partecipato ai lavori di Tsvcm, Andrea Maggiani – si ottiene attraverso progetti che evitano, riducono o sequestrano gas a effetto serra e può essere acquistata come mezzo per compensare appunto le emissioni di aziende».

La taskforce è guidata dall’ex governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney. L’obiettivo è garantire alle aziende di poter raggiungere la soglia minima di emissioni per rispettare gli impegni del trattato di Parigi. Per la quota che non riescono ad azzerare dovranno acquistare dei crediti di carbonio sul mercato volontario: non c’è un obbligo di legge ma le aziende hanno interesse a farlo perché altrimenti gli investitori potrebbero perdere fiducia nei loro confronti. Così facendo l’azienda energetica che non riesce a dimezzare adeguatamente le emissioni può finanziare la riforestazione di una zona arida da cui ricaverà una quota di crediti di carbonio attraverso i quali raggiungerà l’obiettivo di emissioni zero.

Le richieste di questo tipo di crediti sono in continuo aumento, anche perché per contribuire all’obiettivo degli accordi di Parigi il mercato volontario deve crescere di 15 volte entro il 2030, e raggiungere le dimensioni di 50 miliardi di dollari. Ad oggi il prezzo minimo del credito di carbonio può variare da 8,20 euro per progetti di efficienza energetica a 13 euro per progetti forestali.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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