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Il Texas è nella morsa del gelo. Chiusi pozzi e raffinerie. Scatenata la corsa del petrolio

Rally dei titoli energetici

Gelo record in Texas che diventa come l’Alaska. Per colpa di un vortice polare sceso dal Canada, le temperature sono scese 18 gradi sotto zero ieri e la neve è arrivata ovunque. Una vera rarità visto che lì il cappotto si indossa ogni due o tre anni e per qualche giorno al massimo.

Un freddo così non si vedeva da oltre un secolo. Più di quattro milioni di texani sono andati a letto stanotte senza riscaldamento poiché le basse temperature record hanno portato una domanda di energia che la rete elettrica dello Stato non è riuscita a sostenere e nel frattempo un’altra grande tempesta ha preso di mira oggi gran parte della sezione centrale del Paese. Le agenzie stampa internazionali parlano di altri 13 Stati alle prese con blackout elettrici. La tempesta di freddo ha fatto cadere neve e ghiaccio dall’Arkansas all’Indiana e ha portato temperature record fino a -38 gradi da Oklahoma City all’Iron Range del Minnesota.

Il freddo ha comportato anche la chiusura temporanea di pozzi e raffinerie in Texas, il più grande Stato produttore di greggio degli Stati Uniti. Il Paese produce circa 4,6 milioni di barili di petrolio al giorno ed è sede di 31 raffinerie. Tra queste figura quella di Port Arthur di Motiva (la più grande negli Stati Uniti) che ha chiuso o ridotto i tassi di esercizio a causa della tempesta invernale.

Il gelo, le interruzioni di corrente e i problemi logistici hanno tutti portato a interruzioni. Bloomberg riferisce che fino a 1 Mbbl / giorno di produzione di petrolio greggio è stato influenzato dalla tempesta invernale. Le quotazioni del petrolio continuano così a salire con WTI in rialzo dell’1% circa in area 60 $, mentre il Brent staziona in area 63$, sui massimi a 13 mesi. In deciso rialzo anche il gas naturale che oggi segna un balzo del 5%.

Ad avvantaggiarsi dell’impennata del petrolio sono i titoli energetici con l’EURO STOXX Oil & Gas che segna +1,17% stamattina e +5,5% nell’ultima settimana. A Piazza Affari Tenaris è balzata del 5,9%, Saipem di quasi il 5% ed ENI di quasi il 3% superando i 9 euro per la prima volta dallo scorso giugno.

Il gelo dovrebbe ora spostarsi nel nord-est, secondo quanto ha riferito il National Weather Service.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AGI

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