
Il neo ministro del Turismo si scaglia contro il collega di Governo in merito alla decisione di prolungare la chiusura degli impianti: “Ora subito indennizzi e non ristori”
Neanche il tempo di giurare nelle mani del Capo dello Stato (guarda qui), che già arrivano le prime grane per il neonato Governo Draghi, o meglio dire i primi scontri tra dicasteri. L’oggetto del contendere è lo slittamento della riapertura degli impianti sciistici al 5 marzo, quando lo stop sarebbe dovuto terminare ieri (ne abbiamo parlato qui). E a scagliarsi contro il ministro della Salute, Roberto Speranza, “reo” di aver firmato l’ordinanza che prolunga lo stop, è stato il neo collega del Turismo in quota Lega, Massimo Garavaglia, secondo cui “è mancato il rispetto per i lavoratori della montagna“. «E’ evidente che la stagione sciistica è finita – ha detto senza troppi peli sulla lingua. – Abbiamo sentito gli operatori. Pensare di mettersi in campo dopo il 5 marzo senza certezze oggettivamente non ha senso. Stiamo già raccogliendo le prime istanze concrete ed è importante inserirle nel decreto Ristori». E poi ha aggiunto: «Non entro nel merito del metodo ma non può funzionare così. Invece del bonus monopattino, parliamo di incentivi per chi lavora in montagna. Non si deve parlare di turismo, ma di industria del turismo».
In collegamento con l’emittente Tv Telenuovo, ha sottolineato che “la montagna è stata dimenticata, non è arrivato nulla se non qualche briciola” e che “per ripartire servono due cose fondamentali: finalmente programmazione, non si può sapere il giorno prima cosa si fa il giorno dopo, e poi lavorare per mantenere la competitività del nostro sistema montagna. Quindi bisogna usare i soldi del Recovery per fare investimenti mirati, per ripartire alla grande come la nostra montagna sa fare“. «C’è stato un danno per una scelta del Governo e i danni vanno indennizzati», ha detto ancora Garavaglia dopo un incontro con gli operatori della montagna, i rappresentanti degli enti locali insieme al presidente della Lombardia Attilio Fontana e in collegamento il ministro delle per gli Affari regionali Mariastella Gelmini e il governatore del Piemonte Alberto Cirio. Proprio il Piemonte sta valutando azioni legali e se costituirsi parte civile al fianco dei gestori degli impianti per chiedere indennizzi proporzionati alla quantificazione dei danni.
Con i governatori protestano anche alcune forze politiche come Lega appunto e Pd. «Il danno per l’economia dello sci e della montagna è davvero immenso. Il Governo subito si adoperi per indennizzi e ristori a chi è stato colpito. Questa è la priorità assoluta», ha detto in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
Ti potrebbe interessare anche: