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WTO, alla guida la prima donna e per giunta africana: è l’economista nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala

Le priorità: pandemia e dar voce a tutti

Sarà per la prima volta una donna e un primo leader africano a guidare l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Si chiama Ngozi Okonjo-Iweala e ce l’ha fatta grazie al “forte sostegno” offerto dall’amministrazione del presidente degli Usa Joe Biden che ne ha citato “la ricchezza di conoscenze in economia e diplomazia internazionale” nonché “la comprovata esperienza nella gestione di una grande organizzazione internazionale“. 

Erano diversi mesi che il processo per nominare un successore di Roberto Azevedo era bloccato. Gli ambasciatori chiave del WTO hanno scelto Okonjo-Iweala a ottobre scorso come migliore scelta per guidare l’organizzazione, ma mancava il sostegno degli Stati Uniti, a causa dell’opposizione di Trump, ed il processo era finora rimasto in stallo poiché il direttore generale è normalmente scelto per consenso tra tutti i 164 stati membri. 

Due volte ministro delle finanze della Nigeria e prima donna ministro degli esteri, Okonjo-Iweala, 66 anni, si è formata come economista dello sviluppo. Ha lauree al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e Harvard. Ha trascorso un quarto di secolo alla Banca Mondiale, diventando direttore generale e candidandosi per il ruolo più alto nel 2012, ed è vista come un pioniere nel suo Paese.

Alla guyida del WTO ha già chiarito le sue priorità: lotta alle conseguenze della pandemia, ma anche una revisione profonda dell’Organizzazione mondiale del commercio per dar voce a tutti gli stati membri. «Dobbiamo modernizzare le nostre regole, dobbiamo capire come il Wto possa contribuire a risolvere la situazione innescata dalla pandemia, dobbiamo esaminare le nostre procedure e alcune parti dell’istituzione. C’è così tanto da fare, ecco perché parlo di una revisione profonda e su larga scala. Ma naturalmente non sarà facile – ha sottolineato nel suo primo discorso. – Quando guardiamo alla composizione del Wto, dobbiamo essere coscienti che ogni membro deve beneficiare delle azioni dell’istituzione, non solo i membri medi o grandi, ma anche i piccoli e le piccole economie allineate. Credo che sia molto importante».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AGI

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