
In Lombardia parte la campagna vaccinale per gli over 80: oggi quattro mila dosi mentre nel Lazio hanno preso il via le prenotazioni per il personale scolastico. Quasi 15 mila i contagi sul lavoro tra ottobre 2020 e gennaio 2021
Ormai le varianti si stanno diffondendo anche in Italia e con la paura di una nuova impennata di contagi metà dei territori italiani potrebbero finire in zona arancione da domenica, tranne la Valle d’Aosta che ha i numeri teorici per passare in zona bianca. Sarebbe la prima ma come sappiamo la decisione definitiva spetta al ministro della Salute Roberto Speranza. La piccola Regione alpina per la terza settimana consecutiva conta meno di 50 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti. I ricoverati in ospedale sono 8, di cui solo due in terapia intensiva. Con il passaggio in zona bianca decadrebbero divieti e chiusure, dalle palestre ai cinema, ai teatri, come anche l’efficacia del Dpcm che blocca lo sci amatoriale fino al 5 marzo.
Intanto hanno preso il via nel Lazio le prenotazioni online per i vaccini agli operatori delle scuole, delle università e dei servizi per l’infanzia. La prenotazione sarà scaglionata per fasce di età secondo il calendario: 45-55 anni dal 18 di febbraio; 35-44 anni dal 22 febbraio; under 34 anni dal 26 febbraio. Il vaccino è quello di AstraZeneca e verrà prenotata sia la prima che la seconda somministrazione. Questa modalità non riguarda gli studenti (over 18).
Stamattina ha preso il via anche la campagna vaccinale lombarda che vede coinvolti gli ultraottantenni. Fin dalle prime luci dell’alba, nei 74 centri vaccinali distribuiti in tutta la Regione, i primi quattro mila anziani, ai quali sarà somministrata la prima dose Pfizer, hanno cominciato a mettersi in coda. Le operazioni di somministrazione scorrono ovunque velocemente.
Mano dura del Vaticano contro i dipendenti che scelgono di non vaccinarsi contro il Covid. La vaccinazione è volontaria ma un decreto del presidente della Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano, cardinale. Giuseppe Bertello, prevede per i dipendenti che non fanno il vaccino fino al demansionamento per chi non può farlo per ragioni di salute, con il mantenimento dello stipendio. Per chi si rifiuta a prescindere, senza una buona ragione, ci sono varie conseguenze che possono giungere fino alla interruzione del rapporto di lavoro.
Sono 147.875 i contagi sul lavoro da Covid denunciati all’Inail fino a gennaio e quasi due terzi (il 62,3%) sono riferiti alla seconda ondata, tra ottobre e gennaio 2021. Solo a gennaio sono arrivate 16.785 denunce di contagio sul lavoro. Le morti sono state nel complesso dall’inizio dell’epidemia 461, 38 delle quali nel mese scorso.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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