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G7, i leader si riuniscono per parlare di Covid. Al debutto Draghi e Biden

Il presidente degli Stati Uniti offre quattro miliardi di dollari per le vaccinazioni globali

E’ iniziata l’epoca del Governo Draghi. L’ex presidente della Bce ha incassato una larga, larghissima maggioranza sia al Senato sia alla Camera (guarda qui). Il suo discorso programmatico ha convinto quasi tutti i parlamentari (leggi qui) ed ora, neanche il tempo di festeggiare, arrivano le prime sfide e i primi incontri istituzionali.

Oggi si riunisce infatti il G7 in videoconferenza. Al summit, in cui si parlerà inevitabilmente di vaccini e pandemia ma anche della ripresa economica e della transizione digitale e ambientale, non c’è solo il debutto del nostro nuovo premier ma anche del presidente Usa, Joe Biden. Al centro della discussione c’è la volontà di proteggere i Paesi più poveri, fornendo prima di tutto a loro i farmaci contro il Coronavirus. E proprio su questo il capo della Casa Bianca si è già mosso.

Biden annuncerà un contributo di quattro miliardi di dollari al Covid-19 Vaccines Global Access, il Covac, il programma guidato dall’Organizzazione mondiale della sanità per distribuire i vaccini in maniera più equa. Due miliardi saranno stanziati subito e gli altri due verrebbero sbloccati nei prossimi due anni mano a mano che anche i partner offrono il loro contributo. E’ il primo stanziamento degli Stati Uniti per il piano, che era stato snobbato dal presidente Donald Trump.

Ma anche il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato l’Europa e gli Stati Uniti a inviare urgentemente fino al 5% delle loro forniture alle Nazioni in via di sviluppo, assicurando che la sua proposta ha il sostegno della cancelliera tedesca, Angela Merkel.

E il premier britannico, Boris Johnson, che presiede il summit odierno, annuncerà che il Regno Unito donerà le dosi in più ai Paesi più poveri e cercherà di ridurre a 100 giorni il tempo necessario per produrre nuovi vaccini. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha ribadito anche nei giorni scorsi che la distribuzione dei vaccini nel mondo è stata “selvaggiamente ingiusta e disomogenea“: solo 10 Paesi hanno somministrato il 75% di tutti i vaccini Covid-19 messi a disposizione dalle case farmaceutiche mentre più di 130 Paesi non hanno ricevuto una singola dose.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AFP

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