Ven, 26 Febbraio
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CDR Pompe, il made in Italy a sostegno della tecnologia

In studio il ceo Maurizio Abordi e il general manager Francesco Abordi

CDR Pompe nasce nel 1955 dall’idea di Ferdinando Abordi che dopo aver sviluppato una pluriennale esperienza come operaio per conto terzi acquista la ARI Pompe, una società a conduzione familiare che stava per essere rottamata e ne fa una fabbrica con una struttura flessibile, dedicata alle costruzioni speciali. Abordi inizia a produrre pompe in acciaio inossidabile e leghe speciali, attività a cui fa seguito la produzione di pompe orizzontali e verticali. Con l’ingresso negli anni ’70 in azienda di Maurizio Abordi, la produzione si espande e l’azienda inizia a sviluppare pompe a trascinamento magnetico in plastica e metallo, macchinari più sicuri sia per il servizio da svolgere sia per l’ambiente.

Questo è ancora oggi il core business dell’azienda: CDR Pompe progetta, produce e commercializza pompe centrifughe con tenuta meccanica e rivestite, destinate al settore chimico, farmaceutico, ma potenzialmente anche al mondo industriale nel suo complesso, perché questi macchinari permettono di movimentare acidi corrosivi e liquidi sporchi in completa sicurezza tanto per gli operatori quanto per l’ambiente. Il principio di funzionamento infatti giro intorno all’isolamento completo del liquido dall’ambiente esterno. Nel 1999 CDR ottiene la certificazione ISO 9001.

I punti di forza dell’azienda sono la flessibilità, la velocità e la capacità marcata di problem solving. Inoltre CDR ha un settore ricerca e sviluppo molto sviluppato, grazie al quale l’azienda è riuscita a imporsi sul mercato e a crescere.

Per il futuro, CDR punta a trovare nuove sinergie e a migliorarsi sempre di più, sia come modo di lavorare sia come organizzazione interna, partendo dall’analisi per finire allo studio e l’applicazione di metodi scientifici. L’obiettivo è trasformare CDR in un’industria 4.0, un successo già perseguito in parte con il software CFD, un simulatore che assiste nella progettazione. Lo scopo è sviluppare nuove macchine che abbiano rendimenti migliori e un impatto energetico inferiore a quello di oggi.

Gli obiettivi a lungo termine sono il raggiungimento della leadership del prodotto e la sua valorizzazione, perseguibili grazie anche al personale con un alto know-how tecnologico.

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