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Le Borse europee e Piazza Affari aprono in deciso ribasso. Pesa ancora lo spettro della reflazione dopo il boom Treasury Usa

L’ondata di vendite ha investito anche Wall Street e l’Asia. Oggi in agenda diversi appuntamenti macro

Stamattina le Borse europee aprono in netto calo. Nei primi minuti di contrattazione l’indice Eurostoxx 50 cede l’1,4%. A Francoforte il Dax segna -1,2%, a Parigi il Cac40 perde l’1,4% e a Londra l’indice Ftse100 scivola di un punto percentuale.

Anche a Milano la giornata è partita sotto la soglia dei 23 mila punti, con il Ftse Mib che lascia sul terreno oltre un punto percentuale a quota 22.757 punti. Tra i pochissimi segni positivi del listino c’è Ferrari che mostra un moderato rialzo dello 0,5% sopra quota 160 euro per azione. Tentano di imboccare la strada dei rialzi anche Terna ed Enel. Vendite su Saipem che cede ancora oltre il 2,8% all’indomani della pubblicazione dei conti e dell’incertezza che circonda l’outlook per il 2021.
In rosso anche Atlantia, tra le peggiori del listino milanese con una contrazione di circa il 2,3%. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore l’offerta di Cdp per l`88% di Aspi sarebbe di 8 miliardi di euro (circa 9,1 miliardi per il 100%), ma sarebbe a carico di Atlantia una garanzia di circa 700 milioni per eventuali cause danni, che implicherebbe un incasso netto per la società di 7,3 miliardi. Da Equita ricordano che l’offerta scadrà il 16 marzo, ma i tempi potrebbero essere dilazionati da Cdp nel caso il CdA decidesse di convocare l’assemblea dei soci per approvare l’offerta. Ribassi superiori al 2% anche per Poste Italiane.

Tutto questo dopo il sell-off in Usa e Asia. Ieri infatti, a causa di un ulteriore brusco rialzo dei rendimenti del titolo di Stato decennale Usa (leggi qui), i listini americani hanno perso parecchio: il Dow Jones ha fatto -1,75%, S&P -2,45% e Nasdaq -3,52%. E l’ondata di vendite è proseguita anche in Asia dove il Nikkei ha ceduto quasi il 4%, Shanghai il 2% e Hong Kong oltre il 3%. Restano in rosso anche oggi i future Usa (Dow Jones -0,65%, S&P -0,57% e Nasdaq -1,01%).

Nel valutario l’euro è debole sulla scia del rialzo dei rendimenti Usa: il cambio tra la valuta unica e il dollaro è a 1,215 (-0,18%), il dollaro/yen è a 106,17, (-0,038%) e il cross sterlina/biglietto verde scende sotto 1,4 a 1,394 (-0,49%). Tra le commodities il petrolio Wti tratta in calo dell’1,26% a 62,73 dollari al barile e il Brent cede l’1,24% a 66,05 dollari al barile. L’oro quota 1.760 dollari l’oncia, -0,828%.

L’ultima seduta della settimana sarà movimentata da alcune indicazioni e appuntamenti. L’agenda macro prevede nel corso della mattina l’inflazione in Francia e Spagna, mentre nel pomeriggio dagli Stati Uniti giungeranno il reddito e la spesa delle famiglie oltre che la lettura finale della fiducia dei consumatori calcolata dall’università del Michigan. Si segnala anche che oggi è previsto il primo voto alla Camera Usa sul piano di sostegno da 1,9 trilioni di dollari proposto dal presidente Joe Biden.

di: Maria Lucia PANUCCI

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