
I primi 12 mesi della pandemia sono costati all’Italia un calo del Pil di 183 miliardi, la spesa scende ai livelli del 1997
Ad un anno dall’inizio della pandemia in Italia, l’economia e le imprese fanno un salto indietro di 23 anni. Dal primo lockdown alla seconda ondata, il virus è costato al Paese una riduzione di 183 miliardi di euro del Pil e di 137 miliardi per i consumi, di cui 36 da addebitare all’assenza di turisti; abbastanza da riportare la spesa ai livelli del 1997.
Secondo l’indagine svolta da Confesercenti, e riportata nel Dossier Le imprese nella pandemia: marzo 2020 – marzo 2021, la perdita di consumi e prodotto interno lordo è stata causata principalmente dalle restrizioni alle attività e al movimento delle persone come misure di contenimento del contagio. Durante questo primo anno di pandemia, considerando solo i servizi di mercato, circa 2,6 milioni di imprese sono state sottoposte a limitazioni da un minimo di 69 giorni di chiusura completa ad un massimo di 154 giorni per i pubblici esercizi nella Provincia autonoma di Bolzano. In media, i pubblici esercizi sono rimasti chiusi completamente per 119 giorni. Una situazione aggravata, secondo la Confesercenti, dall’eccesso di burocrazia creata per fronteggiare l’emergenza: gli oltre 1000 atti e provvedimenti nazionali e periferici hanno generato solo ritardi e confusione.
Confesercenti commenta così gli aiuti diretti alle imprese: «si sono rivelati pochi, i contributi a fondo perduto ammontano in totale a poco più di 10 miliardi di euro, insufficienti a coprire le perdite sostenute dal tessuto produttivo: in questi dodici mesi le imprese hanno perso 148 miliardi di euro di valore aggiunto, di cui 65 ascrivibili al commercio, gli alberghi e la ristorazione. Tra crisi prolungata e ristori ancora insufficienti le attività economiche sono ormai al limite, bisognose di una terapia intensiva. Ormai da un anno, la crisi pandemica condiziona la nostra vita ed il nostro lavoro. Con questo nostro dossier vogliamo raccontare attraverso i numeri quello che è accaduto al nostro mondo in questi dodici mesi» – spiega Confesercenti. – «Il governo si appresta a varare il Dl Sostegni. Un decreto atteso con ansia dalle imprese, e che deve essere l’occasione per superare le criticità riscontrate nei precedenti ristori. La bozza attualmente circolante però, se confermata, rappresenterebbe un’ulteriore beffa per molte imprese. Sebbene sia positivo il superamento del codice Ateco come criterio di selezione delle imprese, troviamo inaccettabile il colpo di spugna sulle perdite subite dalle imprese nel 2020 e mai ristorate. Chiediamo che si corregga la linea: ci sono migliaia di imprese in attesa» – ha concluso la Confesercenti commentando il prossimo Dl Sostegni.
La ripresa dell’economia italiana ora dipenderà in primo luogo dal ritorno alla normalità delle famiglie, in quest’ottica sarà fondamentale il buon esito della campagna vaccinale. Se il rafforzamento annunciato dal nuovo Governo dovesse avere successo , il trend potrebbe rapidamente invertirsi portando, secondo Confesercenti, un guadagno nel 2021, tra aprile e dicembre, di 20,3 miliardi di Pil e 12 miliardi di consumi.
di: Alessia MALCAUS
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