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Cassa integrazione, la Uil lancia l’allarme: “con la Cig -8,7 mld nelle buste paga dei lavoratori”

Va alla Lombardia il primato della maggior perdita delle retribuzioni nette, pari al 25,5% del totale nazionale, seguita da Veneto, Emilia Romagna e Piemonte

8,7 miliardi di euro netti. A tanto ammonta l’ammanco dalle buste paga dei dipendenti che, a causa del Covid-19, sono stati in cassa integrazione nel 2020. E’ quanto emerge da una analisi del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil che assegna alla Lombardia il primato della maggior perdita delle retribuzioni nette, pari al 25,5% del totale nazionale (2,2 miliardi di euro), seguita dal Veneto dove i cassaintegrati perdono oltre 964 milioni di euro netti, dall’Emilia Romagna (840 milioni di euro netti) e dal Piemonte (745 milioni di euro netti).

Elaborando i dati Inps delle ore autorizzate di cig la Uil osserva come a fronte di circa 4,3 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate nell’anno 2020, numeri mai raggiunti in precedenza, i 7 milioni di beneficiari hanno perso, mediamente, 1.243 euro netti pro-capite annui. Quanto incide questa perdita sulle singole retribuzioni mensili dei dipendenti? «Tra riduzione dello stipendio e mancati ratei di tredicesima e quattordicesima – spiega Ivana Veronese, Segretaria Confederale UILin due mesi le buste paga si sono alleggerite mediamente dal 9,6% al 39%, a seconda delle ore di cassa integrazione. A fronte di circa 4,3 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate nell’anno 2020, numeri mai raggiunti in precedenza, i 7 milioni di beneficiari hanno perso, mediamente, 1.243 euro netti pro-capite annui. Pertanto, nella riforma più complessiva degli ammortizzatori sociali – sottolinea la Veronese – che si sta discutendo in questo momento, oltre che della necessità di velocizzare e semplificare le procedure, occorre tenere ben presente il tema della revisione dei tetti massimi del sussidio della cassa integrazione e della loro rivalutazione, fissati oggi per Legge, a 998,18 euro lordi mensili per retribuzioni inferiori o pari a 2.159,48 e a 1.199,72 per retribuzioni superiori a 2.159,48 euro».

di: Maria Lucia PANUCCI

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