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Cdm, arriva il DL Sostegni, il primo dell’era Draghi

Sul piatto i 32 miliardi di scostamento di bilancio autorizzato a gennaio dalle Camere. Vediamo tutte le misure

Via libera al tanto atteso decreto legge Sostegni, il primo dell’era Draghi, che sarà approvato molto probabilmente oggi dal Consiglio dei Ministri prima del passaggio al Parlamento per le eventuali modifiche.

Si tratta di provvedimento da 32 miliardi in cui verranno utilizzate le risorse dello scostamento di bilancio approvato dalle Camere a gennaio scorso.

La maggior parte del pacchetto, quasi un terzo del budget ovvero circa 11 miliardi di euro, servirà per ristorare le imprese con un fatturato fino a 10 milioni che nel 2020 hanno subito perdite superiori al 30% rispetto all’anno precedente. Sono prese in considerazione tutte le aziende senza più l’indicazione dei codici Ateco. Sono in particolare cinque le categorie individuate per il contributo a fondo perduto del Governo: il contributo sarà al 60% per le imprese fino a 100 mila euro, al 50% tra 100 mila e 400 mila, 40% tra 400 mila e un milione, al 30% tra uno e milioni e 20% tra cinque e 10 milione. I pagamenti dovrebbero scattare a metà aprile con una procedura accelerata garantita da una piattaforma che sarà messa in piedi da Sogei e Agenzia delle entrate e dovrà essere pronta entro fine mese.

Nella misura di sostegno saranno inclusi anche 600 milioni di euro specifici per il settore “neve”, cioè quegli impianti sciistici che a causa delle misure restrittive sono stati costretti a fermare la propria attività durante il periodo invernale. Per 800 mila autonomi e professionisti iscritti agli ordini dovrebbe arrivare un bonus da tre mila euro, mentre per i lavoratori stagionali è prevista un’indennità una tantum di 2.400 euro. Ristori anche per il sistema fieristico, a quello del wedding (cui andrebbero 100 milioni), turismo, sport, cultura e spettacolo (un altro miliardo) e la scuola (300 milioni). Il decreto dovrebbe contenere anche nuove misure per lo stralcio delle cartelle esattoriali.

Sempre sul fronte lavoro dovrebbe ammontare a 3,3 miliardi lo stanziamento previsto per la cassa integrazione con causale Covid cui le aziende potranno accedere fino alla fine del 2021 uscendo dunque dalla logica delle settimane utilizzata finora, mentre i contratti per i navigator, che scadevano a fine aprile, dovrebbero essere prorogati fino al 31 dicembre 2021.

A Regioni ed enti locali vanno altri 3,3 miliardi. Nello specifico 100 milioni a province e città metropolitane e 900 milioni ai comuni; 260 milioni vanno alle Regioni a statuto speciale; un miliardo alle Regioni ordinarie, 200 milioni per il ristoro della tassa di soggiorno, 800 milioni per il Trasporto pubblico locale.

Infine, ma non meno importanti, cinque miliardi andranno per il potenziamento del piano vaccini e il potenziamento delle cure anti Covid. E 500 milioni sono riservati alle modifiche parlamentari: dopo le polemiche degli ultimi decreti approvati in fretta e furia l’esecutivo Draghi ha assicurato che ci saranno tre letture piene per consentire a deputati e senatori di intervenire.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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