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Inps: “Bonus babysitter anche per medici di base e pediatri”

L’Istituto fa presente che il bonus è rivolto anche ai medici senza contratto di lavoro dipendente con l’ASL. Nel frattempo il governo stanzia altri 300 milioni di euro per l’aiuto ai genitori

Bonus babysitter rivolto anche a medici di base e pediatri di libera scelta, anche se non hanno un contratto di lavoro dipendente. A chiarirlo con una nota è l’Inps, secondo il quale i medici di medicina generale rappresentano una parte integrante ed essenziale dell’organizzazione sanitaria complessiva. La dicitura medici dipendenti per il beneficio, quindi, non si riferisce solo i medici con contratto di lavoro subordinato con la ASL ma anche i medici convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale.

Durante l’emergenza, fa sapere l’Istituto, sono stati erogati numerosi bonus per servizi di baby sitting, mediante libretto famiglia e per la frequenza ai centri estivi. Come stabilito dai decreti Cura Italia e Rilancio, la prestazione ha riguardato, tra l’altro, i lavoratori dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato. Con tale interpretazione estensiva, l’Inps ha già da tempo consentito la presentazione della domanda di bonus anche da parte di medici di base e pediatri di libera scelta, a cui la prestazione è stata regolarmente e tempestivamente erogata sin dalla sua introduzione.

Con la nota, inoltre, l’Istituto fa presente che continuerà ad includere tali categorie di sanitari, anche se non hanno un rapporto di lavoro di natura strettamente dipendente con le ASL di appartenenza.

Nel frattempo, viste le ultime chiusure imposte dall’aumento dei contagi e la necessità di molti genitori di gestire i figli in Dad contemporaneamente all’attività lavorativa, il governo Draghi ha stanziato quasi 300 milioni di aiuti per il bonus baby sitter. Possono farne richiesta i lavoratori autonomi, i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps, il personale di sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato nei settori legati all’emergenza Covid-19, i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato (medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici di radiologia medica, tecnici di laboratorio biomedico). Possono chiederlo genitori di minori conviventi under 14 appartenenti a queste categorie di lavoratori per tutta la durata del periodo di didattica a distanza.

Ne hanno diritto anche i genitori con figli che hanno contratto il Covid-19 o sottoposti a quarantena. In questi casi, il bonus vale per tutta la durata della malattia o dell’isolamento. È possibile richiedere fino a 100 euro a settimana tramite Libretto famiglia o direttamente al richiedente per iscrizione a centri e servizi per l’infanzia, esattamente come per il bonus previsto lo scorso anno nel Cura Italia.

Il bonus è comunque da intendersi incompatibile con il bonus asilo nido e con il congedo parentale.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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