
Le risorse sono insufficienti per uno standard di vita minimo. Da inizio pandemia il 15% delle famiglie ha richiesto o pensato di chiedere un prestito per disporre di liquidità
A causa della pandemia quasi il 40% degli affittuari e oltre il 30% delle famiglie indebitate hanno difficoltà nel sostenere il pagamento dell’affitto o delle rate del mutuo di casa. A lanciare l’allarme è la Banca d’Italia nella terza indagine straordinaria sui nuclei familiari realizzata per raccogliere informazioni sugli effetti del Coronavirus.
Secondo il report, dall’inizio della crisi circa il 15% delle famiglie ha richiesto o pensato di chiedere un prestito a una banca o a una società finanziaria, indicando come motivazione principale la necessità di disporre di liquidità e di finanziare le spese quotidiane. Non solo. Per molti le risorse sono diventate insufficienti per condurre uno standard di vita minimo. «Oltre la metà della popolazione -si legge ancora nell’analisi – vive in famiglie che dichiarano di non disporre di risorse finanziarie sufficienti a mantenere uno standard minimo di vita per almeno tre mesi in assenza di entrate, in linea con quanto rilevato in primavera. Più di un quinto degli individui si trova in questa condizione e ha contemporaneamente subito un calo del reddito familiare nel 2020».
Tutto questo ha delle conseguenze anche sui consumi perché un terzo delle famiglie italiane ha confessato di aver ridotto gli acquisti di beni alimentari e abbigliamento nei primi mesi del 2021. Quasi la metà delle famiglie che tagliano le spese dichiara di voler acquistare beni di qualità inferiore, mentre i tre quarti pensano di modificarne la quantità.
di: Maria Lucia PANUCCI
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