
La Legge di Bilancio 2021 ha prorogato fino al 31 dicembre 2029 l’agevolazione fiscale introdotta dal decreto Agosto per la ripartenza dello stato occupazionale del Sud Italia
Con l’agevolazione fiscale Decontribuzione Sud si punta alla salvaguardia dell’occupazione nelle aree più svantaggiate dell’Italia. In particolare, è pensata per i lavoratori di Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Basilicata e Calabria.
Nella pratica l’agevolazione consiste in uno sconto sui contributi previdenziali complessivi dovuti dal datore di lavoro ai propri dipendenti. Come spiegato dall’Inps sul sito ufficiale, la Decontribuzione Sud riconosce ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in regioni svantaggiate, un esonero del versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali da essi dovuti, con esclusione dei premi e dei contributi spettanti all’Inail.
Lo sgravio fiscale viene accordato ai lavoratori in un’azienda che si trova in una delle Regioni agevolate, anche se l’agenzia di somministrazione si trova altrove. Da aprile non sarà invece permesso il contrario: non verrà concesso lo sgravio se il lavoratore dipendente di un’agenzia di somministrazione con sede legale o operativa nel Mezzogiorno svolge la prestazione lavorativa presso un utilizzatore che sta in Regioni che non rientrano nell’agevolazione. Se ciò è avvenuto nei mesi precedenti, seguendo le istruzioni, non è richiesta la restituzione dello sconto fruito nei casi dei conguagli effettuati fino alla data del 31 marzo 2021. Inoltre, fino al 31 dicembre 2021 si può richiedere il conguaglio per il recupero retroattivo fino al 1° ottobre 2020.
L’agevolazione riguarda i rapporti di lavoro subordinato, ad eccezione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico.
La misura era stata introdotta dal Decreto Agosto, con uno sgravio del 30% per il periodo che va dal primo ottobre al 31 dicembre 2020. L’esonero contributivo è stato poi prorogato fino al 31 dicembre 2029 dalla Legge di Bilancio 2021. In base alla nuova normativa, la proroga prevede una diminuzione nel tempo del beneficio: resta invariato fino al 2025 e passa dal 30% al 20% e poi al 10% tra il 2026 e il 2029.
Come ricordato dall’Inps, la Decontribuzione Sud è soggetta alla normativa sugli aiuti di Stato definita dal quadro temporaneo per l’emergenza Covid-19. La Commissione Ue considera aiuti di Stato compatibili con il mercato interno quelli che rispettino, tra gli altri, i seguenti requisiti: i versamenti, i bonus o gli sgravi fiscali devono essere di importo non superiore a 1.800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere) e non superiore a 270mila euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura; i contributi devono essere concessi a imprese che non fossero già in difficoltà al 31 dicembre 2019; i contributi possono essere concessi a microimprese o piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione; devono essere concessi entro il 31 dicembre 2021.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA
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