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Alitalia, la protesta dei sindacati: “no a compagnia bonsai, sprecati tre miliardi”

Secondo i segretari di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti questa decisione riporterebbe il Paese indietro di 75 anni

No a una compagnia bonsai: vale a dire, no a una compagnia aerea anonima, «di dimensioni regionali, con un piano industriale con modesti obiettivi come imposto dalla direzione generale concorrenza della Commissione europa». È il verdetto dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti che nelle persone dei loro segretari generali hanno commentato la notizia spiegando che una decisione di questo tipo «riporterebbe l’Italia indietro di 75 anni e cioè a non avere, entro i prossimi due anni, una compagnia aerea nazionale».

Secondo i sindacati una compagnia con le caratteristiche richieste dall’Ue metterebbe a rischio i tre miliardi che sono stati stanziati a disposizione della nuova Alitalia. «Occorre un piano industriale – fanno sapere – adeguato al mercato in cui deve competere, per cui una compagnia bonsai sarebbe messa al tappeto ancora prima di iniziare la gara».

Quello che chiedono i sindacati è un piano industriale che rafforzi il cargo, almeno 100 aeromobili e una strategia basata sul fatto che la domanda è cresciuta e che occorre posizionarsi sulle rotte più redditizie del lungo raggio. Altrimenti, il lavoro dei precedenti Governi rischierebbe di essere cancellato con un colpo di spugna e il Paese potrebbe perdere definitivamente le quote di mercato di trasporto aereo che fino a oggi sono state difese con i denti. «Ci troveremmo, di fatto, di fronte a un trattamento discriminatorio dell’Unione europea nei confronti dell’Italia – specificano – atteso che, alle compagnie di bandiera tedesca e francese, a fronte di significativi aiuti economici da parte dello stato ha richiesto un sacrificio modesto se rapportato a quanto richiesto ad Alitalia che ha ricevuto 1,4 miliardi di euro. Chiedere la partenza di una nuova compagnia senza nome, senza logo e senza aerei e personale e slot sufficienti a competere in un mercato agguerrito come quello del trasporto aereo italiano e globale è come chiedere a un campione di scherma di andare alle Olimpiadi con le mani legate dietro la schiena».

Il gruppo Lufthansa ha ricevuto dall’Ue 11 miliardi di euro di cui 9 dalla casa madre e Air France 7 miliardi di euro a fronte dei quali dovrà cedere solo 18 slot sugli oltre 300 in suo possesso.

Il problema è anche occupazionale: nella vicenda Alitalia sono coinvolti 11 mila lavoratori tra il personale diretto e potenzialmente 40 mila lavoratori se si considerano gli indiretti.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/TELENEWS

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