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Da sempre uno sguardo fisso sul futuro: Laurini Srl e le sue macchine per l’oil&gas

L’azienda di Busseto è proprietaria di diversi brevetti di macchinari innovativi diffusi in tutto il mondo

Un’azienda di famiglia e un marchio conosciuto in tutto il mondo: ecco come Laurini porta l’innovazione nel settore dei metanodotti. Ce ne parla l’Amministratore delegato Marco Laurini.

La Laurini nasce a Busseto, in provincia di Parma, nel 1955 quando il sig. Lodovico Laurini da operaio manutentore decide di mettersi in proprio come tornitore. Nel giro di qualche anno il fondatore assume i primi collaboratori e nel 1981 il figlio, Marco, entra in azienda per apprendere le arti del mestiere. Oggi l’azienda è alla sua terza generazione con il figlio dell’attuale Amministratore delegato.

L’azienda si occupa della progettazione e della produzione di macchinari specifici per il settore della posa dei metanodotti. Subito dopo la sua entrata in azienda il sig. Laurini ha cominciato a progettare la creazione di un macchinario a marchio Laurini: è così che nel 1996 è nata GRUB.

Dopo 6 mesi di progettazione e diverse proposte commerciali alle imprese del settore, la prima azienda che decide di provare la GRUB è la Bonatti, in un cantiere in Spagna. In particolare il macchinario opera in fondo scavo nella creazione del letto di posa, creando uno strato di materiale fine sul fondo che permette di evitare eventuali danni ai tubi. GRUB è una macchina telecomandata, l’operaio quindi non scende mai sul fondo dello scavo. Questo consente di aumentare i livelli di sicurezza dei lavori.

GRUB è un brevetto internazionale registrato in tutto il mondo. Grazie ad un sito web pionieristico lanciato nel 1996, la Laurini ha cominciato a ricevere richieste da tutto il mondo e in pochi anni il nome è diventato famoso all’interno del settore. Ovviamente la strada per l’innovazione non si è fermata a quel primo brevetto: la Laurini punta molto su ricerca e sviluppo e sulla progettazione di macchine nuove e sempre innovative che rispondano alle esigenze e alle funzioni del settore. Grazie al lavoro di un ufficio tecnico esperto, inoltre, la Laurini è in grado di progettare e sviluppare macchinari su specifiche richieste ed esigenze del cliente.

Oggi Laurini conta circa 80 dipendenti, di questi la metà ha meno di 30 anni; l’azienda, infatti, crede che sia importante, oggi più che mai, dare ai giovani opportunità di crescita e responsabilità.

Il mercato di riferimento della Laurini è soprattutto internazionale: l’80% dei loro macchinari si trova al di fuori dell’Italia, alcuni addirittura sono stati utilizzati nel deserto del Sahara e in Siberia.

Durante l’ultimo anno l’azienda non ha subito la crisi che ha investito il mondo a causa della pandemia di Covid-19. In quanto appartenenti ad un settore considerato indispensabile, infatti, la Laurini non si è mai fermata. Ha tuttavia deciso di incrementare le campagne pubblicitarie sui social network per far conoscere sempre di più la sua realtà. Ad esempio, dopo la cancellazione di una nota fiera internazionale del settore, è stato creato all’interno dell’azienda uno stand e sono stati girati dei video con la presentazione dei nuovi prodotti, poi trasmessi online. Questo ha permesso di distinguersi dai competitors, portando a significativi risultati in campo commerciale. In generale, l’azienda ha chiuso il 2020 con un incremento del fatturato del 25%.

Per il futuro l’azienda intende ampliare i reparti produttivi, con conseguente assunzione di personale, e di progettare nuove macchine innovative.

Qual è, quindi, il segreto del successo della Laurini? L’azienda è riuscita a portare avanti una vision unitaria e a continuare a soddisfare i clienti con umiltà.

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