
12 tra i club di calcio più prestigiosi d’Europa lanciano una nuova competizione. Uefa e Fifa contrati: “Lega separatista”. Ne restano fuori anche i club tedeschi e francesi
Nasce la Super Lega, un accordo tra 12 prestigiosi club europei di calcio per la costituzione di una nuova competizione calcistica infrasettimanale. Tra i Club fondatori ci sono Arsenal, Atletico Madrid, Chelsea, Barcelona, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham Hotspur, ma anche tre club italiani: Milan, Juventus e Inter. Secondo quanto riferito, prima della stagione inaugurale altri tre club entreranno a far parte della rosa dei fondatori.
La nuova competizione prevede 20 club partecipanti, di cui 15 Club Fondatori, e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente. Le partite saranno infrasettimanali così da permettere a tutti i club di continuare a competere nei loro rispettivi campionati nazionali. Il fischio d’inizio è previsto per agosto: i club partecipanti verranno suddivisi in due gironi da 10 squadre, che giocheranno sia in casa che in trasferta e con le prime tre classificate di ogni girone che si qualificheranno automaticamente ai quarti di finale. Le quarte e quinte classificate si affronteranno in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili per i quarti di finale. Con il formato a eliminazione diretta, si raggiungerà la finale a gara secca che sarà disputata alla fine di maggio in uno stadio neutrale.
I 12 hanno, inoltre, annunciato di voler avviare le consultazioni con Uefa e Fifa per cooperare al fine di raggiungere risultati migliori per il mondo del calcio tutto. «Aiuteremo il calcio ad ogni livello e lo porteremo ad occupare il posto che a ragione gli spetta nel mondo» – ha detto Florentino Perez, presidente del Real Madrid CF e primo presidente della Super League. – «Il calcio è l’unico sport davvero globale con più di quattro miliardi di appassionati e la responsabilità di noi grandi club è di rispondere ai loro desideri».
Ma le federazioni non sembrano essere molto d’accordo. La Uefa, insieme alle autorità calcistiche di Italia, Spagna e Inghilterra, già minacciano l’esclusione dei club coinvolti dalle competizioni nazionali e dalla Champions League. Si parla anche di escludere i giocatori dalle squadre nazionali. «Alla luce delle numerose richieste dei media e come già affermato più volte» – si legge, invece, nella nota della Fifa – «la Fifa desidera chiarire che resta fermamente a favore di un calcio solidale e di un modello di ridistribuzione equa delle risorse che possa aiutare a sviluppare il calcio come sport, in particolare a livello globale, dato che lo sviluppo del calcio globale è la missione primaria della Fifa. A nostro avviso, e in conformità con i nostri statuti, qualsiasi competizione calcistica, nazionale, regionale o globale, dovrebbe sempre riflettere i principi fondamentali di solidarietà, inclusività, integrità ed equa ridistribuzione finanziaria. Inoltre, gli organi di governo del calcio» – aggiunge la Federazione – «dovrebbero impiegare tutti i mezzi legali, sportivi e diplomatici per garantire che rimanga così. In questo contesto, la Fifa non può che esprimere la sua disapprovazione per una lega separatista europea chiusa al di fuori delle strutture calcistiche internazionali e che non rispetti i principi sopra menzionati. La Fifa è sempre sinonimo di unità nel calcio mondiale» – conclude – «e invita tutte le parti coinvolte in accese discussioni a impegnarsi in un dialogo calmo, costruttivo ed equilibrato per il bene del gioco e nello spirito di solidarietà e correttezza. La Fifa, ovviamente, farà tutto il necessario per contribuire ad un cammino armonioso verso il futuro nell’interesse del calcio».
«I 12 Club Fondatori hanno una fanbase che supera il miliardo di persone in tutto il mondo e un palmares di 99 trofei a livello continentale» – ha commentato Andrea Agnelli, presidente della Juventus e vicepresidente della Super League. – «In questo momento critico ci siamo riuniti per consentire la trasformazione della competizione europea, mettendo il gioco che amiamo su un percorso di sviluppo sostenibile a lungo termine, con un meccanismo di solidarietà fortemente aumentato, garantendo a tifosi e appassionati un programma di partite che sappia alimentare il loro desiderio di calcio e, al contempo, fornisca un esempio positivo e coinvolgente». Il club torinese, con una nota, ha inoltre fatto sapere che al momento non è possibile dire con sicurezza quando e se il progetto verrà realizzato. «La Società – si legge – «non dispone quindi allo stato di tutti gli elementi necessari al fine di svolgere valutazioni di dettaglio sull’impatto che la Super League potrà avere sulle sue condizioni e performance finanziarie ed economiche».
«Mettendo insieme i più grandi club e giocatori del mondo ad affrontarsi per tutta la stagione, la Super League aprirà un nuovo capitolo per il calcio europeo, assicurando una competizione e strutture di prim’ordine a livello mondiale, oltre a un accresciuto supporto finanziario per la piramide calcistica nel suo complesso» – ha aggiunto Joel Glazer, co-chairman del Manchester United e vicepresidente della Super League.
«La pandemia ha evidenziato la necessità di una visione strategica e di un approccio sostenibile dal punto di vista commerciale per accrescere valore e sostegno a beneficio dell’intera piramide calcistica europea» – si legge nella nota che annuncia la Super Lega. – «In questi ultimi mesi ha avuto luogo un ampio dialogo con gli stakeholders del calcio riguardo al futuro formato delle competizioni europee. I Club Fondatori credono che le misure proposte a seguito di questi colloqui non rappresentino una soluzione per le questioni fondamentali, tra cui la necessità di offrire partite di migliore qualità e risorse finanziarie aggiuntive per l’intera piramide calcistica».
Per il futuro l’accordo prevede anche il lancio di una Super Lega femminile.
Ma chi sarà a finanziare la competizione? La Super Lega sarà organizzata e gestita da un’apposita società partecipata da ciascun club in egual misura. Come previsto dall’accordo, ciascun club si impegna sottoscrivere una quota del capitale sociale della società, con un investimento iniziale di 2 milioni di euro incrementabili fino a ulteriori 8 milioni. Con l’avvio effettivo della Super League e la commercializzazione dei diritti audiovisivi, i club fondatori riceveranno nel complesso un contributo di 3,5 miliardi, che verrà erogato in un’unica soluzione. La somma, che sarà resa disponibile attraverso adeguati strumenti di finanziamento sottoscritti da primarie istituzioni finanziarie internazionali, verrà ripartita tra i club fondatori secondo percentuali ancora da definire.
Tra i nomi si contano già i grandi assenti: mancano i club tedeschi e francesi, compresi i campioni d’Europa in carica del Bayern Monaco e il Paris Saint-Germain, vincitore della finale di Champions League della scorsa stagione. «Ringraziamo quei club di altri paesi, in particolare i club francese e tedesco, che si sono rifiutati di firmare per questo» – ha commentato la Uefa. «Intossicati dall’egoismo e dalla mancanza di solidarietà» – ha sostenuto il presidente della Liga, Javier Tebas. Secondo il capo della Bundesliga Christian Seifert, infine, il progetto potrebbe danneggiare in modo irreparabile i campionati nazionali.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA
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