
Il mondo del calcio si è spaccato in due dolo l’annuncio dei 12 club. Il presidente francese e il premier inglese si opporranno
Nasce la Super Lega: 12 tra i club di calcio più prestigiosi d’Europa annunciano l’accordo e il mondo calcistico è scosso da un terremoto (leggi qui).
«I club coinvolti saranno esclusi da qualsiasi altra competizione, sia nazionale che europea o mondiale, e ai loro giocatori sarà negata la possibilità di rappresentare la squadra nazionale» – hanno già annunciato Uefa, Federazioni, Leghe e Fifa. Si parla già di una causa da 50/60 miliardi per danni e mancati guadagni e dell’esclusione delle club coinvolti dal sistema. «Sarà vietato giocare in qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale, e ai loro giocatori potrebbe essere negata l’opportunità di rappresentare le loro squadre nazionali» – tuonano da Nyon.
La risposta della Super Lega non si è fatta attendere. «I club partecipanti continueranno a competere nei loro rispettivi campionati nazionali. Preservando il tradizionale calendario di incontri a livello nazionale che rimarrà il cuore delle competizioni tra club» – affermano.
Nel frattempo si è scoperto chi finanzierà il progetto. La banca statunitense JP Morgan ha infatti annunciato di essere il finanziatore della Super Lega europea (Esl). «Posso confermare che abbiamo finanziato l’operazione» – ha riferito un portavoce della banca a Londra. Secondo il quotidiano spagnolo El Mundo Deportivo, JP Morgan avrebbe accettato di finanziare il progetto insieme a Key Capital, società legata a Borja Prado, collaboratore di Florentino Perez, presidente del Real Madrid. Stando alle prime notizie emerse, Key Capital offrirebbe un reddito assicurato ai club della Superlega di circa 360 milioni di euro.
Gira la voce che, prima dell’inizio della nuova competizione, è attesa l’entrata in gioco di altri tre club. Uno dei nomi più papabili sembrerebbe essere quello del Porto, ma il presidente smentisce. «La Superlega? Non gli abbiamo dato molta attenzione» – ha commentato Jorge Nuno Pinto da Costa. – «Ci sono stati dei contatti informali con alcuni club ma non abbiamo dato particolare attenzione alla cosa. Per due ragioni: la prima è che l’Unione Europea non consente un circuito chiuso senza retrocessioni come la Nba. La Federcalcio portoghese è contro a questo progetto, e come parte dell’Uefa non possiamo partecipare a una competizione che sia contro i principi dell’Unione Europea e della Uefa. Per noi» – ha proseguito – «gli unici eventi ufficiali sono quelli sotto l’egida dell’Uefa, vogliamo continuare a giocare in Champions League e vogliamo continuare a farlo nei prossimi anni. Siamo dall’altro lato, come il Bayern, l’Ajax o il PSG. Se siamo dentro alla Uefa, non possiamo seguire chi vuole andare via».
Sulla questione si sono espresse anche le istituzioni europee. «La Commissione Ue difende un modello di sport europeo basato sui principi di autonomia, apertura, solidarietà e interdipendenza delle federazioni internazionali» – ha dichiarato un portavoce della Commissione. – «Invitiamo tutte le parti a tenere conto di questi principi nella valutazione potenziale impatto della proposta. Alla base delle organizzazioni sportive devono esserci regole chiare, trasparenti e non discriminatorie».
Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro inglese Boris Johnson si sono dichiarati contrari alla neonata Super Lega. Secondo quanto riportato dal sito Politico.eu, Macron approva la scelta dei club transalpini di non aderire. Johnson ha confermato l’opinione contraria del governo inglese. «Valuteremo tutto ciò che potremo fare assieme alle autorità del calcio perché questo piano non si avveri» – ha dichiarato il premier inglese. – «Questi club» – ha aggiunto riferendosi a Manchester City, Manchester United, Chelsea, Arsenal, Tottenham e Liverpool – «non sono solo brand globali, ma anche club con un forte radicamento nelle proprie città di origine, nelle comunità locali, e dovrebbero mantenere questi legami con la loro base di tifosi. È molto importante che rimanga così. Non mi piace questa proposta, ci consulteremo per vedere cosa possiamo fare».
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/ROBERTO BREGANI
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