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Milano, a rischio il Salone del Mobile dopo le dimissioni del presidente Luti

Molti brand hanno fatto marcia indietro e questo non è piaciuto al numero uno. Attesa nei prossimi giorni la decisione se fare lo stesso l’evento a settembre. Se saltasse il danno sarebbe enorme. In protesta il mondo politico ed economico

E’ a rischio l’appuntamento di settembre del Salone del Mobile. Alcune delle maggiori aziende vogliono rinunciare a partecipare alla prossima edizione, cosa che ha fatto infuriare il presidente Claudio Luti che ha rassegnato a sorpresa le dimissioni.

Molti espositori e buyers stranieri, per le restrizioni anti Covid, non parteciperanno alla fiera in programma dal 5 al 10 settembre. C’è troppa incertezza. E poiché gli espositori stranieri rappresentano circa il 30% del totale, si tratta di numeri significativi. Proprio la loro assenza avrebbe determinato il passo indietro dei principali brand che hanno cominciato a chiedersi se valga la pena partecipare, visti anche i costi molto alti per gli stand e tutta l’organizzazione, difficilmente ricompensati in questo caso da nuovi ordini e contratti. 

E così Luti ha fatto un passo indietro visto che “la decisione delle aziende che hanno fatto marcia indietro rende difficoltoso dar vita a una manifestazione di qualità, rappresentativa del Settore nel suo insieme“.

Adesso la decisione su cosa fare, se andare vanti lo stesso con l’organizzazione o far saltare tutto, è nelle mani del Cda di Federlegno Arredo Eventi. Sarà il consiglio di amministrazione a decidere le sorti della fiera con una riunione nei prossimi giorni. Ma già sono arrivate le sollecitazioni dal mondo dell’economia e della politica, affinché il Salone si faccia regolarmente.

Per il presidente di Camera di commercio e Confcommercio Milano Carlo Sangalli in questa fase delicata della ripartenza è fondamentale evitare passi falsi. «Mettere in discussione il Salone del Mobile è un gravissimo errore – ha detto. – La velocità con cui procede la campagna vaccinale e i protocolli di sicurezza permettono di guardare con ragionevole ottimismo  a quella che senza dubbio è una delle manifestazioni più importanti di Milano, che coinvolge migliaia di imprese e “produce un indotto di oltre 200 milioni di euro. Il Salone 2021 a maggior ragione dopo lo stop dello scorso anno ha un forte valore anche simbolico. La nostra città e il Paese hanno assoluto bisogno di segnali di fiducia per rimettersi in cammino e recuperare al più presto il terreno perduto».

Della stessa opinione anche Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano che lo definisce “il Salone della ripartenza”. «L’annullamento, quest’anno, del Salone del Mobile – ha detto – avrebbe conseguenze molto gravi per il comparto alberghiero in forte sofferenza. A Milano ora sono aperti solo cinquanta alberghi con una percentuale di occupazione delle camere che non supera il 15%». 

Lo stesso Capo dello Stato è pronto a partecipare il prossimo 5 settembre all’inaugurazione. Lo ha detto il Sindaco Giuseppe Sala in un video citando una lettera arrivata dal Quirinale.

Se saltasse la fiera del design, che prima del Covid attirò oltre 380 mila visitatori da 181 Paesi del mondo, il danno per il Paese sarebbe enorme: ben 1,3 miliardi.

In Borsa le dimissioni di Luti pesano oggi sul titolo Fiera Milano, peggior performer di tutta Piazza Affari con oltre -8% sotto area 3,70 euro.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/MATTEO CORNER

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