
Soprattutto giovani e donne hanno fatto richiesta di aiuti pubblici, prestiti o hanno venduto beni di proprietà. Il più colpito è il Sud
Un cittadino su 10 ha avuto bisogno di aiuti economici, soprattutto giovani e donne. E’ quanto emerge da una indagine condotta dall’Istat dal titolo Comportamenti e opinioni dei cittadini durante la seconda ondata pandemica in cui si mette in luce come la maggior parte dei cittadini, ben l’88%, non abbia avuto particolare difficoltà a far fronte alle spese della vita familiare o relative all’attività lavorativa.
Tuttavia durante la seconda ondata epidemica il 12% degli intervistati ha ammesso criticità nel far quadrare il bilancio familiare, soprattutto nel pagare bollette o rate del mutuo, al punto da dover ricorrere ad aiuti economici, come prestiti e sussidi pubblici, o alla vendita di beni di proprietà.
Nello specifico l’8,6% della popolazione ha fatto richiesta di aiuti pubblici come bonus vari, reddito di emergenza, il 3,6% ha ricevuto denaro in regalo da parenti o amici, il 2,6% ha chiesto prestiti a persone care, l’1,7% si è rivolto agli istituti di credito, lo 0,7% ha messo in vendita alcuni beni tra cui gioielli, automobili o addirittura appartamenti.
In generale hanno avuto bisogno di aiuti soprattutto i giovani tra i 25 e i 34 anni (22,1%), molto meno gli anziani (3,1% degli ultrasettantaquattrenni). Tra le donne di 35-44 anni il 21,3% ha fatto ricorso al almeno un tipo di aiuto, contro il 10,1% degli uomini della stessa classe di età.
Anche a livello territoriale le differenze sono significative, con il Sud che risulta ancora una volta il più colpito: la quota di chi è ricorso ad aiuti va infatti dal 6,6% nel Nord, al 13,7% nel Centro, al 18,4% nel Mezzogiorno.
di: Maria Lucia PANUCCI
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