
Armani diventa socio del Teatro con un impegno finanziario di 600 mila euro in cinque anni
Buone notizie per gli appassionati di musica. Il Teatro alla Scala di Milano riaprirà al pubblico l’11 maggio e lo farà in grande stile perché il nuovo debutto, dopo il periodo di chiusura dovuto alla pandemia, avverrà con il concerto dei Wiener Philharmoniker diretto da Riccardo Muti. Si tratta di una data simbolica perché proprio l’11 maggio si tenne il concerto di riapertura del teatro diretto da Arturo Toscanini nel 1946.
Il pubblico, massimo 500 persone, sarà sistemato nei palchi. Verrà quindi mantenuta la pedana costruita durante il lockdown in platea per ospitare l’orchestra.
Questa però non è l’unica bella notizia. Il gruppo Armani, altro simbolo dell’eccellenza milanese e italiana nel mondo, diventerà dal prossimo 17 maggio socio Fondatore Sostenitore della Fondazione lirica. Lo ha annunciato il cda del teatro, anche se per la formalizzazione dell’ingresso occorrerà aspettare la cooptazione dell’Assemblea dei soci a metà maggio. L’impegno finanziario per il gruppo della moda sarà di di 600 mila euro in cinque anni.
Il sodalizio tra il re della moda e la regina dei teatri lirici italiani è di lunga data: Giorgio Armani era stato infatti tra i primi a sostenere la Fondazione, dopo la sua nascita nel 1997, e ora torna a farlo in un momento di fronte difficoltà per tutto il settore dello spettacolo, uno dei più colpito dalla pandemia.
«Il mio impegno verso Milano, in questo ultimo anno così sconvolgente, è stato importante su tutti i fronti e non potevo certo trascurare il settore della cultura, colpito duramente in ogni suo aspetto – ha dichiarato Giorgio Armani, amministratore delegato del gruppo. – Questa nuova iniziativa è dedicata alla città di Milano, per il valore simbolico della Scala, ma anche per i miei legami affettivi e personali con essa, per i ricordi dei tanti spettacoli e concerti cui ho assistito, degli ospiti illustri che ho vestito, di esperienze indimenticabili come la creazione dei costumi, nel 1994, per l’Elektra di Richard Strauss diretta dal Maestro Sinopoli. Ora, più che mai, sento il dovere morale di contribuire attivamente a sostegno del teatro, patrimonio di milanesi e non, vero e proprio simbolo di resistenza intellettuale».
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA/UFFICIO STAMPA LA SCALA
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