
L’analisi di Confindustria sulle competenze più richieste nel settore industriale
Secondo un report redatto da Confindustria, in Italia risultano introvabili 318 mila diplomati, con un’istruzione tecnica professionalizzante che abiliti a svolgere determinati lavori, pari al 28% degli ingressi previsti.
Nel 2017 il 63% degli assunti nel settore industriale aveva un diploma tecnico, il 21% di tipo professionale e solo il 16% provenienti dal liceo. Per quanto riguarda il settore dei servizi, il 58% degli assunti aveva un diploma tecnico, il 15% veniva dal professionale, il 27% dal liceo. La carenza di competenze è più alta nel settore turismo, enogastronomia e ospitalità, dove arriva al 56,4%. Seguono elettronica ed elettrotecnica, con il 54,5%, amministrazione finanza e marketing con il 52,3%, grafica e comunicazione con il 48,6% e chimico, materiali e biotecnologie con il 43,7%. «Molti profili di diplomati a indirizzo professionalizzante – chiarisce il report – sono introvabili non solo per carenza di offerta ma anche a causa del gap di competenze, tra quello atteso dalle imprese e quello posseduto dai candidati al momento dell’assunzione».
Secondo il vicepresidente di Confindustria per il Capitale Umano, Giovanni Brugnoli, a monte il problema è che non ci sono abbastanza iscritti agli istituti tecnici e professionali. «È un tema su cui stiamo lavorando molto assieme al ministro dell’Istruzione – ha spiegato Brugnoli – anche per creare una filiera che abbia come terminale gli Its sbocco terziario naturale dei percorsi tecnico-professionali».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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