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Londra, Boris Johnson nella bufera: non può permettersi di fare il premier. E’ sul lastrico

Sotto accusa lo stile di vita della fidanzata. Lui chiede aiuto ai suoi amici Tory per mantenersi nel lusso. Labour in recupero nei sondaggi in vista del SuperThursday

Boris Johnson non arriverebbe a fine mese e sarebbe troppo povero per permettersi di fare il primo ministro. A lanciare questa bomba è un consigliere di Downing Street che, in forma anonima, ha rivelato al Sunday Times che il premier inglese sarebbe sul lastrico. 

Il giornale ha fatto i conti in tasca al primo ministro ed in particolare ha messo in luce come la ristrutturazione dell’appartamento privato a Downing Street in cui vive con la fidanzata Carrie Symonds sia costato molto di più di quanto in realtà possa permettersi: ben 200 mila sterline. Non è chiaro quanto il premier fosse al corrente di quello che la compagna stesse facendo a casa, lavori curati dalla designer super-chic Lulu Lytle ma tutta la vicenda ha messo in luce le difficoltà finanziarie del premier. Bojo guadagna 157 mila sterline all’anno, di cui buona parte, 63 mila sterline circa, se ne vanno in tasse. Ovviamente non paga l’affitto del suo appartamento ma deve pagarsi la vita di tutti i giorni: acqua, luce, riscaldamento, manutenzione. Ma a pesare è soprattutto il capitolo legato alla vita privata di Johnson: il salatissimo divorzio dall’ex moglie Marina, i 6 figli “ufficiali” da mantenere (ma c’è chi sussurra che la lista, calcolando anche quelli “ufficiosi”, sia ben più lunga), il mutuo da oltre un milione e mezzo di euro per la casa nel sud di Londra in cui andrà a vivere insieme a Carrie e il suo cottage nell’Oxfordshire. Insomma spese da far tremare i polsi: pare che egli stesso abbia detto agli amici che dovrebbe guadagnare almeno 300 mila sterline, il doppio di quanto incassa.

Ecco dunque che il premier avrebbe chiesto aiuto ai danarosi amici Tory, ma questo è vietato dalla legge elettorale britannica. Ben Elliot, copresidente del partito Tory, pare gli abbia pagato il personal trainer, Harry Jameson, che fattura 165 sterline l’ora. Johnson avrebbe cercato anche un donatore per pagare la tata del figlio, Wilfred, che ha appena compiuto un anno (non meno di due mila sterline al mese al momento a Londra).

Questi fatti non lo mettono di certo in buona luce e gli ultimi sondaggi danno i laburisti in rimonta, a pochi giorni dal SuperThursday, elezioni comunali in tutto lo UK. Johnson rischia di perdere il favore delle città del nord dell’Inghilterra, Midlands e Galles conquistate due anni fa ai rivali laburisti. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: EPA/PIPPA FOWLES

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