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Recovery Plan, ecco tutti i piani inviati finora all’Ue

Si tratta di Portogallo, Grecia, Germania, Francia, Slovacchia, Danimarca, Spagna, Lettonia, Lussemburgo, Belgio, Italia, Austria, e Slovenia. I fondi europei sono divisi tra sovvenzioni e prestiti

Sono 13 gli Stati membri che, al primo maggio, hanno presentato formalmente alla Commissione europea i loro piani nazionali di ripresa e resilienza, documenti che serviranno per ottenere i tanto agognati fondi europei per la ripartenza post-pandemica. Si tratta di Portogallo, Grecia, Germania, Francia, Slovacchia, Danimarca, Spagna, Lettonia, Lussemburgo, Belgio, Italia, Austria, e Slovenia.

Le sovvenzioni per i piani nazionali previsti dal Fondo Rrf ammontano complessivamente a 312,5 miliardi di euro. La chiave di ripartizione prevede che per il 70% del totale si tenga conto di tre fattori: la popolazione del Paese; l’inverso del suo Pil pro capite; il suo tasso di disoccupazione medio negli ultimi cinque anni comparato alla media dell’Ue.

Per il restante 30%, invece del tasso di disoccupazione medio verranno prese in considerazione la perdita del Pil reale nel 2020 e la perdita cumulativa del Pil reale osservata nel periodo 2020-2021. Sebbene il regolamento Rrf fornisca un importo indicativo per ogni Stato membro di questa seconda parte (il 30% delle sovvenzioni), a prezzi correnti e calcolato sulla base delle previsioni economiche d’autunno 2020 della Commissione, l’importo effettivo sarà finalizzato solo quando Eurostat presenterà i dati definitivi, nel giugno 2022.

Inoltre gli Stati membri possono richiedere anche un prestito per un ammontare massimo corrispondente al 6,8% del loro Rnl (Reddito nazionale lordo) del 2019, come parte del loro piano di recupero e resilienza. La richiesta di questi prestiti può anche non essere inclusa nella versione formale del Pnrr ed essere presentata più tardi, fino al tetto indicato (gli investimenti riguardano i prossimi 6 anni).

I prestiti, tuttavia, non sono previsti per 10 Paesi membri (Germania, Francia, Austria, Svezia, Olanda Danimarca, Finlandia, Estonia, Irlanda e Lussemburgo), che possono comunque raccogliere i finanziamenti sul mercato a condizioni di favore simili a quelle dei titoli di debito europeo emessi dalla Commissione.

Andando a guardare tutti i Pnrr sottoposti formalmente alla Commissione finora, nell’ordine di presentazione, si comincia con il Portogallo che ha chiesto 16,6 miliardi di euro, di cui 13,9 miliardi di di sovvenzioni e 2,7 miliardi di prestiti. Poi c’è la Grecia che ha chiesto un totale di 30,5 miliardi di euro, di cui 17,8 miliardi in sovvenzioni e 12,7 miliardi in prestiti. Quindi il piano di ripresa e resilienza tedesco che prevede misure per un importo complessivo di 27,9 miliardi di euro. Il contributo finanziario massimo in sovvenzioni a disposizione della Germania nell’ambito del Fondo Rrf ammonta a 25,6 miliardi di euro. L’importo aggiuntivo sarà coperto dalla stessa Germania, per la quale non sono previsti prestiti europei. Dopo la Germania è arrivata la Francia, che ha chiesto un totale di 40,9 miliardi di euro di sovvenzioni. Anche in questo caso non sono previsti prestiti. Successivamente, la Slovacchia ha chiesto 6,6 miliardi di euro di sovvenzioni e non ha, per il momento, richiesto presiti. La Danimarca ha richiesto un totale di 1,6 miliardi di euro in sovvenzioni; non sono previsti prestiti. La Spagna, che insieme all’Italia è il paese che riceverà l’importo maggiore dal Fondo Rrf, ha chiesto un totale di 69,5 miliardi di euro di sovvenzioni, senza chiedere prestiti, almeno per il momento. La Lettonia ha chiesto un totale di 1,8 miliardi di euro in sovvenzioni, anch’essa rinunciando per ora ai prestiti. Il piano presentato dal Lussemburgo comporta un totale di 93 milioni di euro in sovvenzioni, e non prevede prestiti. Il Belgio ha chiesto un totale di 5,9 miliardi di euro di sovvenzioni, e per il momento non prevede prestiti.

Nel suo Pnrr presentato formalmente alla Commissione, l’Italia ha richiesto un totale di 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti. Il Pnrr dell’Austria comprende misure per un importo complessivo di 4,5 miliardi di euro in sovvenzioni, e non prevede prestiti. La Slovenia, infine, ha chiesto un totale di 2,5 miliardi di euro, di cui 1,8 miliardi in sovvenzioni e 700 milioni in prestiti.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: EPA/JULIEN WARNAND

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