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Lucedentro e l’affascinante principio della fotoluminescenza

L’azienda della provincia modenese è nata grazie alla curiosità e alla tendenza all’innovazione del suo fondatore

Design, architettura, sicurezza, agricoltura: sono solo alcuni dei campi di applicazione della fotoluminescenza di Lucedentro. Ce ne parlano l’Amministratore delegato Luca Beltrame e Angelo Figari.

Lucedentro nasce nel 2006 dopo un incontro casuale tra il sig. Beltrame e uno scienziato olandese. Quest’ultimo spiega al futuro Amministratore delegato il principio della fotoluminescenza, risalente ai primi anni 2000. Grazie all’aggiunta di terre rare ai fosfori evoluti, i minerali hanno la capacità di caricare la luce del sole per restituirla nell’arco di un certo numero di ore durante la notte. Questo accade grazie ad un principio fisico, non chimico dunque, in cui la luce del sole o artificiale colpisce gli elettroni della materia che restituiscono una fluorescenza protratta nel tempo grazie ai dopanti.

Il principio della fotoluminescenza è applicabile ad un numero pressoché infinito di supporti e ambiti. Materiali plastici, legno, ceramica, marmi, polimeri prestazionali, tessuti, policarbonati, vetro. Quest’ultimo, in particolare, rappresenta un corpo ideale grazie alla sua trasparenza. Per quanto riguarda gli ambiti di applicazione, uno dei più noti è sicuramente quello della sicurezza: dopo l’11 settembre 2001, infatti, i cartelli luminescenti sono stati regi obbligatori per legge per gli edifici sopra i 26 piani per permettere a chiunque di trovare la via di fuga in caso di pericolo. In Italia, invece, ha trovato grande applicazione negli ambiti dell’architettura e del design.

Oltre al fascino per questo principio fisico, non si può non menzionare il risparmio energetico che può fornire e come le attività di Lucedentro si inseriscono nell’ambito dell’economia circolare, grazie al riciclo del vetro di scarto della filiera delle fialette a cui viene addizionato il principio attivo fotoluminescente. In particolare, grazie a pannelli solari e un semplice sistema di domotica è possibile interrompere la curva di caduta della fotoluminescenza e ripristinarla continuamente per mantenerne l’intensità, tenendo il vetro in costanza di rendimento è così possibile raggiungere il 90% di risparmio energetico. Aggiungendo i ciclabili fotoluminescenti al cemento, invece, è possibile creare un’affascinante pavimentazione luminescente. Un principio, quindi, che può trovare anche applicazioni particolari ed emozionali, come ad esempio in un mosaico di tessere applicate nelle piscine.

In collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università di Modena e Reggio Emilia e l’azienda Serranova.Bio, inoltre, Lucedentro ha all’attivo anche un progetto nell’ambito dell’agricoltura. Si è infatti scoperto che una composizione particolare di minerali riesce a convertire la luce solare verso i picchi di clorofilla A e B, deputate alla crescita delle piante. Questo potrebbe teoricamente rendere possibile la coltivazione anche in ambienti non favorevoli, sfruttando la luce solare e stressando in modo non invasivo le piante. La start-up ha già ottenuto un premio de IlSole24Ore e ricevuto un fondo da un milione e mezzo di euro per l’attuazione.

Qual è, dunque, il segreto del successo di Lucedentro? Come ci racconta il sig. Beltrami, a fare la differenza è la curiosità e la voglia di fare qualcosa di innovativo.

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