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Imprese, la crisi persiste e le associazioni chiedono al Governo di continuare a garantire liquidità

Tra le firmatarie anche ABI, CIA, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Confindustria. Nel decreto Sostegni bis misure efficaci e subito operative

La crisi sanitaria continua a incidere negativamente sulle attività di impresa che chiedono per questo motivo ancora aiuto da parte del Governo. L’ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop), Casartigiani, CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI – Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane, CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confetra, Confimi Industria, Confindustria, Copagri oggi hanno inviato una lettera alle Istituzioni italiane, in cui è forte la richiesta di continuare a garantire la necessaria liquidità alle imprese. 

In particolare le rappresentanze ritengono importante che il decreto in corso di definizione, il Sostegni bis, contenga misure di semplice applicazione, effettivamente efficaci e immediatamente operative per permette alle aziende di non collassare del tutto.

E’ innanzitutto necessaria una proroga delle cosiddette moratorie, che siano di automatica applicazione, evitando complicazioni burocratiche. Dal lato dei finanziamenti garantiti la prosecuzione della crisi, di particolare profondità soprattutto in alcuni settori economici, rende ineludibile una proroga delle misure del Dl Liquidità. La durata va portata ad almeno 10 anni, ma va considerato che vi sono settori particolarmente colpiti che hanno urgente necessità di interventi più incisivi.

È poi necessario che le modalità di accesso al Fondo di Garanzia PMI e alle garanzie Ismea non subiscano delle modifiche almeno fino al 31 dicembre 2021, anche con riferimento alle imprese agricole e a quelle non rientranti nella definizione europea di piccole e medie imprese.

Andrebbero comunque favorite le operazioni di rinegoziazione del debito, attraverso idonei strumenti di garanzia offerti dal Fondo di garanzia per le pmi, Sace ed Ismea.

Infine, occorre equiparare le condizioni di accesso alla “Garanzia Italia” a quelle previste per il Fondo di garanzia PMI e ampliare la possibilità di accesso alle misure di sostegno alla liquidità anche alle imprese ammesse a piani di ristrutturazione prima dell’avvio della pandemia e che si sono trovate in difficoltà a rispettare tali piani a seguito degli effetti della pandemia.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO

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