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Emergenza Covid: l’India, atterrato a Delhi il secondo volo di aiuti dall’Italia. A giugno 13 mln di dosi Pfizer in Spagna

In Italia vengono anticipate più dosi alle Regioni che seguono il piano vaccinale. La Valle d’Aosta in bilico tra giallo e arancione

E’ atterrato a a Delhi il secondo volo carico di aiuti umanitari donati dall’Italia all’India per contrastare l’emergenza Coronavirus. L’operazione è stata organizzata in collaborazione tra la Guardia di finanza, il dipartimento della Protezione civile, il ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero degli Affari Esteri del governo indiano, assieme all’ufficio di rappresentanza dell’Ue in India. Il carico contiene 30 concentratori di ossigeno donati da Vitalaire Spa attraverso la Regione Veneto, Regione del Veneto, due scanner a ultrasuoni offerti dalla Protezione Civile della Lombardia, due ventilatori polmonari offerti dalla società Versalis e 212 mila mascherine donate dalla onlus Hope.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato in conferenza stampa che il Paese iberico aspetta 13 milioni di dosi del vaccino anti covid di Pfizer a giugno. «Passeremo da 1,7 milioni di dosi settimanali di questa compagnia a 2,7 milioni», ha affermato Sanchez secondo cui con questo ritmo l’obiettivo è arrivare a 10 milioni di persone immunizzate completamente entro la prima settimana di giugno. «A metà agosto avremo 33 milioni di compatrioti vaccinati», ha detto.

Per le Regioni italiane che rispettano i target previsti del Piano vaccini e che hanno bisogno di ulteriori dosi oltre a quelle già consegnate in virtù di un alto numero di somministrazioni, è previsto un meccanismo di compensazione con l’anticipo di ulteriori dosi. Lo prevede la struttura commissariale per l’Emergenza. Per la ripartizione viene comunque rispettata la quota parte spettante a ciascun territorio. Le dosi vengono poi recuperate in seguito dalle altre Regioni. A chiedere più dosi, in particolare quelle di AstraZeneca meno utilizzate in alcuni territori, sono Veneto, Lombardia e Piemonte. 

La Valle d’Aosta è in bilico tra la zona gialla e l’arancione, secondo l’analisi dei dati del contagio sulla scorsa settimana. L’incidenza dei nuovi casi positivi è oggi intorno ai 160 ogni 100 mila abitanti e l’indice Rt è inferiore a uno. Saranno determinanti i dati delle ultime ore per confermare o meno il calo del contagio nella Regione alpina. Il passaggio in giallo consentirebbe di allentare le restrizioni, in particolare per l’apertura di bar e ristoranti. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: EPA/YANNIS KOLESIDIS

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