
Si registra un lieve rallentamento rispetto al boom del 2020. L’M&A europeo nel settore bancario partirà dall’Italia e gli occhi sono tutti puntati su Unicredit
Rallenta, anche se di poco, l’attività di M&A a livello globale. Dopo la significativa ripresa delle fusioni e acquisizioni evidenziata nella seconda metà del 2020, il primo trimestre del 2021 ha registrato un calo: ora il valore delle operazioni a livello globale ha raggiunto i 178 miliardi di dollari, in crescita rispetto al primo trimestre 2020 (+28%). E’ quanto merge dal Report BDO Horizons, secondo cui a trainare i deals sono le attività nei comparti dell’Energy, Mining & Utilities, Real Estate e Technology & Media, mentre solo i settori Business Services e Consumer hanno registrato una flessione.
Per quanto riguarda le aree geografiche il primo trimestre del 2021 ha visto un aumento rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno nei Paesi scandinavi, nel Medio Oriente e in Israele, mentre le flessioni maggiori si sono registrate in Giappone, Sud Europa, India e Sud est asiatico.
L’M&A europeo nel settore bancario partirà dall’Italia ed il focus ora è tutto su Unicredit dove il nuovo amministratore delegato, Andrea Orcel, ha appena scelto la sua squadra che affronterà le operazioni straordinarie in vista del nuovo piano industriale che sarà presentato in autunno (guarda qui)
La banca ha davanti a sé almeno due possibilità: rilevare Mps, secondo i desideri del Mef, che nel decreto Sostegni bis sta aumentando gli incentivi fiscali per questa operazione, oppure concentrarsi su un gruppo già ristrutturato e in attivo, Banco Bpm. La strada non è scontata in entrambi i casi. Secondo Bloomberg, che cita il fondo attivista Bluebell, allo stato attuale “Mps non è un asset su cui investire” e qualsiasi acquirente opterà per una strategia “wait and see” per ottenere il massimo dal Governo. Dall’altro canto invece si sa che il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, sarebbe più propenso a un merger con Bper, “un’operazione che avrebbe un forte senso industriale“, scrive Bestinver, “ma ci vorrebbe tempo per monetizzare il rendimento” e gli analisti ritengono che gli azionisti non vogliono aspettare, considerando il ritardo che hanno sperimentato in passato in altri operazioni di M&A che hanno coinvolto il gruppo lombardo.
Insomma entrambe le opzioni sono in salita per ragioni diverse. Vedremo su quale mossa opterà Unicredit.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA / MATTEO BAZZI
Ti potrebbe interessare anche: