
I sindacati chiedono la proroga del blocco dei licenziamenti ad ottobre altrimenti sono pronti alla mobilitazione. L’Esecutivo ha la bocca cucita. Verso la cabina di regia mercoledì
Licenziamenti ed Appalti: sono questi i due temi che dividono maggioranza e parti sociali, portando di nuovo alta la tensione a Palazzo Chigi. In particolare sono finite nell’occhio del ciclone alcune norme inserite nel decreto Sostegni bis o facenti parte delle riforme che il Premier Draghi si è ripromesso di attuare. L’ultima in ordine di tempo è la polemica sul blocco dei licenziamenti, ma anche la riforma del codice degli appalti ha fatto molto discutere.
Lo slittamento del blocco dei licenziamenti a fine agosto, in arrivo con il Sostegni Bis, è stato pesantemente contestato dai sindacati che sono ora sul piede di guerra e che vogliono la proroga fino ad ottobre. Lo chiedono espressamente i segretari generali Alessandro Pagano (Cgil Lombardia), Pier Massimo Pozzi (Cgil Piemonte), Christian Ferrari (Cgil Veneto) e Luigi Giove (Cgil Emilia Romagna). «Il provvedimento del Governo sui licenziamenti – affermano i segretari delle regioni del nord della Cgil – è un primo passo ancora insufficiente e deve essere completato per garantire la proroga certa del blocco fino almeno ad ottobre. Tempo necessario per consentire il rafforzamento degli ammortizzatori sociali in direzione di una copertura universale. In questa fase i lavoratori sono ancora alle prese con la crisi. Pertanto vanno protetti, sostenuti e accompagnati nei processi di transizione economica, che saranno promossi con le risorse del Pnrr, attraverso progetti efficaci di formazione e riqualificazione professionale».
Per i quattro dirigenti della Cgil, “ci vuole un piano straordinario per una buona e stabile occupazione che renda credibile qualsiasi obiettivo di rafforzamento della coesione sociale”. I sindacati si dicono pronti ad un dialogo attivo e proficuo con l’Esecutivo, ma anche a respingere e a mobilitarsi contro qualsiasi scelta che aumenti incertezza e precarietà occupazionale.
Se sui licenziamenti non è ancora arrivato alcun commento dalle forze di maggioranza, il dibattito è stato piuttosto animato nei giorni scorsi sul nuovo codice degli Appalti. Al libertarismo del centro-destra si è contrapposta la richiesta di stop del duo Pd-Leu, più sensibili alle critiche giunte dai sindacati che hanno accusato il Governo di un ritorno al passato, per la decisione di far saltare i limiti ai subappalti e di ripristinare la regola del massimo ribasso.
Si profila dunque una nuova cabina di regia della maggioranza su questi due temi scottanti, che Draghi potrebbe convocare per mercoledì, al rientro dal vertice europeo.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
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