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Materie prime, l’allarme delle fonderie: rischio fermo produzione

I rincari hanno superato il 60%

Le fonderie italiane hanno lanciato l’allarme per il rincaro dei prezzi delle materie prime e dei noli marittimi, che potrebbero riflettersi su tutta l’economia causando un’impennata generalizzata dell’inflazione. «Il nostro Paese corre più rischi di altri – ha spiegato Roberto Ariotti, presidente di Assonfod – perché abbiamo una forte industria trasformativa ma siamo poveri di materie prime». Questo significa che se i prezzi delle materie prime salgono a farne le spese sarà l’intera filiera dell’industria italiana, e per certi versi europea.

Le fonderie occupano una posizione strategica e fanno da snodo nelle catene del valore. Le materie prime si muovono verso l’oriente, che chiede molto e paga molto. «Noi che non possiamo permetterci di assorbire rincari che nel migliore dei casi hanno superato il 60% – conclude Ariotti – veniamo riforniti con quantità contingentate e senza la possibilità di fare scorte. La situazione è preoccupante e non posso escludere a priori la prospettiva di una fermata».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

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