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Biden VS Putin, terminato il faccia a faccia a Ginevra

È stato il primo incontro tra i due leader, è durato meno del previsto. Putin: “Ucraina? Abbiamo sorvolato. Colloqui intensi, siglato accordo per il rientro degli ambasciatori”

Si è svolto oggi l’atteso vertice tra il leader statunitense Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin, dopo le controversie dei mesi passati. Un confronto molto atteso da entrambe le parti: sul tavolo, come sottolineato dallo stesso Putin, c’erano molte questioni accumulate. «Spero che il nostro incontro sia produttivo», aveva dichiarato in apertura il presidente russo, e «sempre meglio incontrarsi faccia a faccia» era stata la risposta di Joe Biden. Il vertice è durato quasi quattro ore.

Seduti dietro le rispettive bandiere, i due leader hanno dato immagini molto diverse: sorridente e rilassato Biden, più teso e austero Putin, in linea con l’immagine che trasmette di sé stesso all’estero. Il vertice si è tenuto nella biblioteca di Villa La Grange. La prima sessione di lavori ristretta si è conclusa dopo quasi due ore, rispetto all’ora e un quarto che era stata programmata. Al momento della photo opportunity con i giornalisti, Biden non ha risposto quando gli è stato chiesto se si fidasse o meno di Putin, e il leader del Cremlino ha opposto il silenzio a due domande: la prima relativa al temere o meno l’oppositore Alexiei Navalny, e la seconda circa le sue intenzioni se l’Ucraina entrasse nella Nato.

La seconda sessione è durata invece circa quattro ore. I grandi media Usa sono rimasti sorpresi dalla conclusione del vertice prima del previsto. Infatti l’incontro in sé è durato 93 minuti, quello con le delegazioni allargate 65, dopo una pausa di 45 minuti come riferito dalla Cnn. Le parti però, avevano previsto una durata di quattro o cinque ore, perciò ci si interroga se questo non sia di cattivo auspicio. Biden, comunque, ha alzato il pollice verso la stampa al momento dell’uscita.

Hanno fatto seguito le due conferenze stampa. Prima quella di Vladimir Putin, che ha spiegato che i colloqui sono stati intensi. «Abbiamo parlato del ritorno dei rispettivi ambasciatori, tra domani e dopodomani andremo a rifinire i dettagli. Entrambe le parti cercano un terreno fertile per trovare soluzioni comuni. Io non vorrei dire che abbiamo avuto degli screzi su questo io credo che Biden abbia anche in qualche modo parlato del pacchetto di misure per quanto concerne la questione Ucraina. Abbiamo sorvolato». Ciò nonostante ad una domanda successiva Putin ha aggiunto che se l’Ucraina è disposta a farlo, la Russia è decisa ad agevolare gli accordi di Minsk. Allungato lo stop agli armamenti, e per quanto riguarda il nucleare, ha spiegato: «andremo ad avviare delle consultazioni a livello inter agenzie e di dipartimento di stato con il ministero degli esteri russo. Inoltre decideremo la struttura delle delegazioni, prenderemo nuove decisioni per quello che riguarda la pianificazione». Per quanto riguarda la cyber sicurezza i due leader si sono accordati per iniziare le consultazioni in merito a questo tema e sul futuro del trattato New START: «è estremamente importante da questo punto di vista capire chi si deve assumere la responsabilità». Deciso il leader russo sul caso Navalny:«ha violato la legge russa, è un criminale».

«I rapporti fra Usa e Russia devono essere stabili e prevedibili – ha affermato il presidente Joe Biden – ho detto a Putin che la mia agenda non è contro la Russia, è per gli americani. Noi continueremo a sollevare questioni per casi come Alexei Navalny e tutte le questioni legate ai diritti umani. L’ho detto a Putin ». Poi Biden ha sottolineato che non saranno tollerate violazioni dei diritti democratici. «Ho detto a Putin che ci sono delle regole di base che vanno rispettate. Ho dato una lista di 16 infrastrutture critiche che devono essere off limit da ogni forma di attacco».

Con il presidente americano erano presenti oltre al segretario di Stato Antony Blinken, la sottosegretaria di stato per gli Affari Politici Victoria Nuland, il consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan, gli esperti del Consiglio per la Sicurezza nazionale sui dossier russi Eric Green e Stergos Kaloudis e l’ambasciatore Usa a Mosca John Sullivan. Invece la delegazione russa includeva oltre al ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, il suo vice Serghiei Riabkov, il consigliere presidenziale per gli Affari Esteri Yuri Ushakov, il capo dello Stato maggiore gen. Valery Gerasimov, l’ambasciatore russo a Washington Anatoly Antonov, gli inviati del Cremlino per Ucraina e Siria, e il portavoce di Putin Dmitri Peskov.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/AFP

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