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Lavoro, arriva il modello britannico da quattro giorni settimanali

Il rapporto Autonomy: le aziende sono pronte

La pandemia ha trasformato il mondo del lavoro e l’idea della “settimana corta”, da quattro giorni settimanali pagati come cinque, sta prendendo man mano sempre più piede. Dopo la Spagna, che ha annunciato di aver preso in considerazione l’idea dei quattro giorni e 32 ore a parità di salario, e la Nuova Zelanda, anche in Gran Bretagna si comincia a ragionare su un modello britannico improntato alle stesse regole.

Secondo un rapporto stilato dal think-thank Autonomy, la maggior parte delle 50 mila aziende britanniche prese in esame, tutte con più di 50 dipendenti, sarebbe in grado di far fronte ai costi dell’operazione: o tramite la maggiore produttività oppure aumentando i prezzi dei prodotti.

Ci sono alcune aziende che stanno sperimentando questo modello: Toyota in Svezia, con turni di 6 ore, e Microsoft Japan, in cui il weekend lungo inizia il giovedì sera.

Ci sono i pro e i contro in questo modello lavorativo: ne beneficia la qualità della vita e la produttività, si riducono i costi di gestione e c’è un risparmio importante per i dipendenti; inoltre l’idea del fine settimana lungo aumenta la motivazione perché rende tutti felici. Tuttavia bisogna considerare anche che la settimana corta potrebbe essere controproducente se si volessero ridurre i giorni e mantenere intatte le ore complessive settimanali, con il risultato che la giornata lavorativa si allungherebbe a 10 ore. «Per i lavori da svolgersi totalmente in presenza si pone certamente un problema di costo del lavoro – ha spiegato il presidente di Manageritalia e Cida Mario Mantovani – nel caso in cui si mantenga la medesima retribuzione e sia richiesto un maggior numero di lavoratori, per esempio per garantire orari di apertura. Il problema potrebbe essere in parte mitigato adottando un modello quattro-più, in cui il lavoratore copre, in aggiunta alle quattro giornate standard, le sostituzioni di turno per malattia o ferie. Occorre tener presente, poi, che il concetto di settimana lavorativa con giornate e orari fissi è tipica del lavoro impiegatizio, quello più facilmente adattabile al modello smart working, mentre il lavoro a contatto con il pubblico già oggi è in larga parte organizzato in turni per coprire 6 o 7 giorni la settimana e orari di 10-24 ore al giorno».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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