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Recovery Plan, c’è attesa per l’Italia. Martedì il responso della Commissione Ue a Cinecittà

L’incontro Draghi-von der Leyen avverrà negli Studios. Nel piano sono previsti 300 milioni per lo sviluppo dell’ industria cinematografica. Gentiloni: “ci sono tutte le basi per una valutazione positiva. Poi il Consiglio europeo ha un mese per decidere”

Missione Recovery. Martedì prossimo toccherà al piano italiano ricevere la valutazione della Commissione europea che dovrà esprimersi per concedere o meno al nostro Paese gli agognati fondi europei che servono per la ripresa post-pandemica. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha scelto una location d’eccezione per accogliere Ursula Von Der Leyen: Cinecittà.

Una decisione non casuale visto che figura tra i progetti del Recovery. Da tempo infatti è forte la volontà del Governo di rilanciare i mitici studios che hanno fatto la storia del cinema italiano, attirando anche mega-produzioni americane. Questa è l’occasione d’oro che Draghi non può lasciarsi sfuggire. Nel piano sono previsti ben 300 milioni per lo sviluppo dell’ industria cinematografica, per il Progetto Cinecittà e per il Centro sperimentale cinematografia. L’obiettivo è migliorare la competitività del cinema italiano. «Siamo costruendo le condizioni per un salto di qualità assoluto: una grande operazione industriale per l’Italia e per Roma. Non è fuori luogo parlare di Hollywood europea», aveva detto recentemente il ministro della Cultura Dario Franceschini.

Per Paolo Gentiloni ci sono tutti i presupposti perché l’Italia riceva il benestare dalla Commissione europea. «E’ inutile anticipare adesso i contenuti della valutazione della Commissione – ha detto rispondendo ad alcuni giornalisti italiani a margine della conferenza stampa dopo la conclusione dell’Eurogruppo ieri sera a Lussemburgo. – Quello che posso dire è che i piani che abbiamo ricevuto entro il mese di aprile sono piani su cui la Commissione ha lavorato moltissimo, e su cui ci sono tutte le basi per avere valutazioni positive».

Quanto ai tempi per l’approvazione formale da parte del Consiglio Ue, e quindi per il successivo primo esborso (il prefinanziamento del 13%), Gentiloni ha sottolineato che il regolamento è chiarissimo: il Consiglio ha un mese. «Non può andare oltre un mese – ha ribadito. – Poi, quando si farà, se si faranno tutti insieme o in due gruppi, lo deciderà anche la presidenza slovena”, che assumerà la guida semestrale di turno del Consiglio Ue dal primo luglio»

In altre parole, sarà la presidenza slovena a decidere se basterà la riunione dell’Ecofin già programmata del 13 luglio, o servirà una riunione aggiuntiva straordinaria, qualche giorno dopo, per approvare tutti e 12 i Piani nazionali, compreso quello italiano.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/ CHIGI PALACE PRESS OFFICE/ FILIPPO ATTILI

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