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Consiglio Ue, Draghi avverte: “la pandemia non è finita. Serve una riforma dell’Ema”

“Il vaccino russo e quello cinese non hanno avuto il via libera perché non sono adeguati a combattere il virus. Il green pass? E’ un successo. Con la Russia serve cooperazione”

«La pandemia non è finita, non se siamo ancora fuori, va ancora affrontata con determinazione, attenzione e vigilanza. Occorre un rinforzo e forse una riforma dell’Ema». Il premier Mario Draghi è molto chiaro in conferenza stampa dopo il Consiglio Ue, oggi alla sua seconda ed ultima giornata. Non vuole dare false speranze: la situazione sta nettamente migliorando, anche in Italia, ma preoccupano soprattutto le varianti. «Il Regno Unito qualche settimana fa aveva un numero di casi più o meno pari a quello della Francia di oggi, e oggi sono 20 volte tanto, quindi la pandemia va ancora affrontata con determinazione, attenzione, vigilanza. Bisogna tenere alta la pressione sui tamponi, continuiamo a farli. E’ molto importante per individuare con prontezza lo sviluppo di nuove varianti e contagi. Sequenziamo molto di più», ha aggiunto.

Sui vaccini la contestazione Ue è stata che lo Sputnik russo non è riuscito ad ottenere l’approvazione dell’Ema e forse non la avrà mai. Il vaccino cinese non è adeguato ad affrontare la pandemia: entrambi sono risultati sieri insoddisfacenti per affrontare la pandemia.

Il green pass invece è un successo. Draghi afferma con fierezza che sono moltissimi quelli ad averlo già scaricato e questo rincuora sulla diffusione dei contagi.

Con la Russia servono cooperazione e franchezza. «La Russia è un attore importante sul fronte economico e politico, non può non essere coinvolta, bisogna tenere un dialogo attivo. Nello stesso tempo bisogna esser franchi su ciò che non va, gli attacchi cyber, lo spionaggio, la disinformazione, il rispetto dei diritti umani. Ci vogliono cooperazione e franchezza – ha detto Draghi parlando del fallito summit offerto dall’Unione Europea alla Russia. – Il tentativo di un incontro in formato Ue-Russia andava fatto. Io ho sostenuto la necessità di farlo, perché piuttosto di essere dubbiosi sulla propria potenza, i paesi Ue devono essere orgogliosi della manifestazione di forza che danno quando parlano insieme. I Paesi nordici perché più vicini alla Russia hanno sostanzialmente accantonato l’idea al momento».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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