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Frode fiscale, sotto accusa la Trump Organization ed il suo capo finanziario

15 i capi di imputazione per uno schema di evasione fiscale durato 15 anni. Weisselberg si dichiara non colpevole. L’ex presidente: “caccia alle streghe che divide il Paese”

Prima incriminazione per l’impero di Donald Trump che finora era riuscito a schivare ogni procedimento penale e civile, oltre a due procedure di impeachment. La sua holding, la Trump Organization, è stata incriminata per una presunta frode fiscale durata 15 anni dalla procura distrettuale di Manhattan che ha accusato anche il direttore finanziario della holding, Allen H. Weisselberg, di avere evaso le imposte su un reddito di 1,7 milioni di dollari. L’uomo, che si è presentato spontaneamente davanti agli inquirenti, si è dichiarato subito non colpevole.

Il procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus Vance ha formalizzato accuse di reati fiscali dopo quasi tre anni di inchiesta sulla Trump Organization, contestando “un ampio e audace schema di pagamenti“. In particolare sono 15 i capi di imputazione, compresa la falsificazione di documenti contabili, per uno schema di evasione fiscale durato 15 anni (dal 2005 al giugno 2021) per ricompensare Weisselberg e altri dipendenti “in nero”, con benefit in contanti senza il pagamento delle tasse, tra cui costose rette scolastiche per il figlio, auto e appartamenti in leasing, per un valore di appunto 1,7 milioni di dollari.

Il dirigente finanziario, accusato anche di furto aggravato ed altri reati, rischia sino a 15 anni di carcere, mentre la Trump Organization, che controlla hotel, resort, golf club e immobili in tutto il mondo, rischia multe e altre sanzioni, oltre ad un danno di immagine che potrebbe minare i suoi rapporti con banche e partner d’affari.

Anche se Trump non è coinvolto direttamente per lui si tratta comunque di un brutto colpo che potrebbe compromettere le sue ambizioni di restare sulla scena politica mantenendo il controllo del partito repubblicano e ricandidandosi forse alla Casa Bianca nel 2024. Dura e prevedibile la sua reazione: «continua la caccia alle streghe politicamente motivata da parte dei democratici della sinistra radicale, con New York che ora prende il testimone», denuncia riferendosi alle precedenti inchieste che lo hanno preso di mira e ammonendo che l’incriminazione “divide il Paese come mai prima”.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AFP

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