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Tassa minima globale, Usa incassano l’ok internazionale. 130 i Paesi firmatari

L’obiettivo è garantire che le grandi imprese multinazionali paghino le tasse dove operano e realizzano profitti, garantendo certezza e stabilità del sistema di tassazione internazionale. Yellen: “giornata storica per diplomazia economica”

Vittoria storica per gli Stati Uniti che incassano l’appoggio internazionale allo schema della global minimun tax, che garantirà una tassazione equa delle multinazionali quali Google, Amazon, Facebook e Apple ovunque esse operino. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i funzionari dei 130 Paesi dell’Ocse si sono incontrati virtualmente ed hanno espresso appoggio alla proposta americana di una riforma fiscale plenaria, aprendo di fatto alla possibilità che un accordo di principio venga firmato al G20 di Venezia la prossima settimana. Solo un piccolissimo gruppo di 9 Paesi firmatari dell’Inclusive Framework non ha ancora aderito alla Dichiarazione.

Il pacchetto a due pilastri punta a garantire che le grandi imprese multinazionali paghino le tasse dove operano e realizzano profitti, garantendo certezza e stabilità del sistema di tassazione internazionale. Nello stesso tempo garantirà un supporto ai Governi che necessitano di aumentare le entrate necessarie per risanare i loro bilanci pubblici e investire in servizi pubblici essenziali, infrastrutture e misure necessarie alla ripresa post-Covid.

Il primo pilastro garantirà una distribuzione più equa dei profitti e dei diritti di tassazione fra i Paesi in cui operano le multinazionali, ripartendo il diritto di tassazione rispetto ai mercati in cui svolgono attività commerciali e realizzano profitti, indipendentemente dal fatto che abbiano una presenza fisica lì. Il secondo pilastro cerca di porre fine alla concorrenza relativa all’imposta sul reddito delle società, attraverso l’introduzione di un’aliquota minima globale.

Nell’ambito del primo pilastro ogni anno saranno ricalcolati i diritti di tassazione su oltre 100 miliardi di dollari di profitti. Il secondo pilastro prevede un’aliquota minima del 15%, che si tradurrà in circa 150 miliardi di dollaridi entrate fiscali globali aggiuntive all’anno. Ulteriori benefici deriveranno anche dalla stabilizzazione del sistema fiscale internazionale e dalla maggiore certezza della tassazione.

«Una giornata storica per la diplomazia economica – ha affermato soddisfatta il segretario al Tesoro americano, Janet Yellen. – Per decenni gli Stati Uniti hanno partecipato a una competizione internazionale sulle tasse, riducendo le loro imposte solo per vedere altri ridurle ancora di più. Il risultato è stata una corsa globale al ribasso».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: EPA/SHAWN THEW

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