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Mini Motor: il motoriduttore che muove le macchine automatiche

L’azienda di Reggio Emilia è presente in 55 Paesi del mondo e si rivolge ad un variegato ventaglio di settori industriali

Ad elettrificare le macchine industriali ci pensa Mini Motor, da oltre 50 anni realtà innovatrice nel campo dell’automazione e della meccatronica. Ce ne parla l’Amministratore delegato Andrea Franceschini.

Mini Motor nasce come family business nel 1965 ad opera di Gianfranco Franceschini, padre dell’attuale Amministratore delegato. Il primo campo a cui l’azienda si dedica è quello delle applicazioni per motorizzare elettricamente tapparelle e veneziane ma, data la scarsa possibilità a livello residenziale, si passa poco dopo alle applicazioni industriali.

I motori elettrici che, se accoppiati ai riduttori meccanici, permettono di compiere un numero di giri adatto alla specifica funzione vengono applicati alle macchine automatiche. Quando nasce Mini Motor, la maggior parte delle realtà si occupavano o della componente meccanica o di quella elettrica. L’azienda, invece, offre sin da subito una soluzione unica, un motoriduttore integrato molto compatto a cui Gianfranco Franceschini applica anche il concetto di design e bellezza del prodotto. Un aspetto di cui ancora oggi Mini Motor va molto orgogliosa.

I motoriduttori Mini Motor vengono applicati a diversi settori, tra questi: i macchinari che fanno packaging, ad esempio per l’e-commerce; lo smistamento e la logistica; le macchine per il cambio formato che mai come oggi devono essere sempre più flessibili; e ancora il settore ceramico dove il prodotto viene utilizzato per regolare le macchine. Mini Motor, che si inserisce nell’ambito dell’Industria 4.0, crea dei prodotti su misura: partendo da un determinato progetto si occupa sia di componenti che possono essere costole o ramificazioni di macchinari già esistenti, sia di prodotti ex novo.

Oggi Mini Motor è presente in tutti i settori dei leader mondiali dei produttori di macchine automatiche. L’azienda è nata nella cosiddetta Motor Valley emiliana e lì ha creato tutta l’unità produttiva e l’ufficio tecnico, diretto da Luca Ferretti, che conta 10 ingegneri che si occupano della parte critica del prodotto alla ricerca di soluzioni per sempre nuove sfide. L’azienda, inoltre, ha quattro sedi all’estero (New York, Dubai – che verrà ampliata a breve, Germania, Olanda) più una fitta rete di distributori in tutto il mondo.

I punti di forza di Mini Motor sono l’alta tecnologia e la qualità che, associata al design, è prerogativa del Made in Italy. L’azienda inoltre può contare su diversi brevetti, come ad esempio quelli relativi ai prodotti totalmente wireless: la tecnologia senza cavi mantiene la batteria carica anche alla distanza di 20 millimetri e, insieme ai comandi anch’essi in modalità wireless, fa funzionare la macchina senza fili.

Qual è, dunque, il segreto di Mini Motor? La seconda generazione ha saputo creare un vero cambiamento all’interno dell’azienda che, in 56 anni di storia, ha segnato molte differenze nel progresso. Negli ultimi 10 anni, inoltre, si è creato un progetto fortemente condiviso dando così vita ad una squadra forte e incentivata che lavora a grandi progetti con grandi risultati e soddisfazioni.

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