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Collaboratori domestici, come funzionano le ferie

Colf, badanti e baby sitter, la guida per gestire il rapporto di lavoro

L’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico ha redatto una guida per rispondere alle domande più diffuse circa la durata, la modalità di fruizione, le eventuali sostituzioni e tutti i punti caldi per quel che riguarda le ferie dei collaboratori domestici.

La cosa migliore è stabilire nella lettera di assunzione il periodo di fruizione delle ferie in modo che coincidano sempre con quelle del datore di lavoro. Bisogna tener presente però che alcuni lavoratori stranieri potrebero richiedere un periodo più lungo quest’anno non avendone usufruito l’anno scorso per via dei vari lockdown: il contratto nazionale lo consente, ma per sicurezza occorre far fede ai siti governativi che aggiornano in merito alle disposizioni di sicurezza in caso di spostamenti su territorio europeo e internazionale.

I giorni di ferie a cui ha diritto un collaboratore domestico per ogni anno di servizio svolto sono 26, escluse domeniche e festivi, indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro. Per i nuovi assunti il calcolo va fatto in proporzione ai mesi lavorati e si effettua in dodicesimi. Il datore di lavoro può anche concedere un anticipo di giorni di ferie non maturati o di accordare un periodo “extra” di vacanza come permesso non retribuito.

Le ferie devono essere continuative, bisogna goderne in un unico periodo o al massimo in due ma almeno due settimane tra giugno e settembre. Per quanto riguarda i lavoratori stranieri è prevista una deroga che consente l’accumulo delle ferie di un biennio da utilizzare poi per il rimpatrio non definitivo. In questo caso i giorni di stop diventano 52 da 26, da conteggiarsi sempre dal lunedì al sabato.

Le ferie si interrompono automaticamente se il lavoratore contrae una patologia certificata che determini il ricovero ospedaliero mentre è in ferie.

Se alla famiglia occorre un sostituto è possibile sottoscrivere un contratto di assunzione ex novo determinato oppure se l’esigenza è una tantum si può ricorrere al libretto famiglia per le prestazioni occasionali.

Se invece è la famiglia a spostarsi? Il lavoratore convivente è obbligatoriamente tenuto a seguire il datore o la persona alla cui cura è addetto, in soggiorni temporanei in altri comuni o in residenze secondarie. Se prevista già nel contratto di assunzione non dovrà essere corrisposta al lavoratore nessuna diaria giornaliera.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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