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Intelsint è leader nella produzione di strumentazione per laboratori di anatomia patologica

L’azienda torinese a conduzione familiare è stata la prima ad apportare importanti novità nell’ambito delle analisi di campioni istologici

Con innovazione, qualità e coraggio, Intelsint ha saputo rivoluzionare il mondo dei laboratori di anatomia patologica. Ce ne parlano il Presidente del Cda ing. Sergio Cometto e la Responsabile qualità dott.ssa Francesca Cometto.

Intelsint nasce nel 1989 come azienda fornitrice di servizi e assistenza tecnica per laboratori in generale e laboratori scientifici, poco dopo però si specializza sui laboratori di anatomia patologica, ovvero dove si effettuano le diagnosi su tumori e altre patologie. Dopo qualche anno, tuttavia, il desiderio di fare altro, di fare di più, cresce, ed è così che l’azienda entra nel campo della produzione di strumentazione specifica per questa tipologia di laboratori.

Dopo aver individuato le esigenze del mercato, Intelsint ha progettato e prodotto uno degli strumenti più importanti nell’ambito dell’anatomia patologica: il processatore di tessuti. La prima versione è stata lanciata nel 1998, dopo questa ne sono state progettate altre (oggi siamo alla quarta generazione) fino alla creazione di una linea completa. Oltre a questo macchinario, lo sviluppo e la produzione di strumentazione per laboratorio prevede anche i consumabili e i reagenti utilizzati, prodotti grazie ai quali i tecnici possono preparare i campioni istologici che devo essere analizzati.

La clientela di riferimento di Intersint è data dai laboratori di anatomia patologica, ospedalieri, universitari o privati, per la vendita diretta soprattutto in Italia. All’estero, invece, la fornitura è affidata a rivenditori che operano in tutto il mondo. Molto spesso tecnici e product specialist si recano sul luogo per poterli assistere nel modo migliore possibile.

I punti di forza dell’azienda sono sicuramente il coraggio di osare e di imbarcarsi in progetti difficili e ambiziosi, soprattutto considerando le dimensioni sicuramente ridotte rispetto ai maggiori competitors, spesso multinazionali. Ad esempio Intelsint è stata tra le prime a sviluppare e produrre un coloratore-montavetrini integrato. E ancora, sin da subito l’azienda ha rivolto la sua offerta all’estero: il primo processore è stato venduto, prima ancora che in Italia, negli Stati Uniti e in Germania, tutt’oggi tra i Paesi di esportazioni più importanti. Una propensione all’export che è andata ad aumentare costantemente: basti pensare che se nel 2015 l’esportazione rappresentava il 38% della produzione, nel 2020 è stata del 73%. Tra gli altri punti di forza c’è sicuramente l’affidabilità: i trattamenti a cui i campioni devono essere sottoposti, infatti, sono lavorazioni molto precise e delicate, da fare nella maniera più corretta per non incorrere nell’impossibilità della diagnosi. Avere strumenti affidabili diventa dunque un obbligo. I prodotti Intelsint, inoltre, hanno un ciclo di vita piuttosto lungo, di circa 10 anni, e possono essere usati anche a ciclo continuo. Infine, l’azienda si distingue per avere un rapporto qualità-prezzo molto competitivo.

Nel corso degli anni Intelsint ha apportato diverse innovazioni all’interno del mercato, avvalendosi sempre della componentistica più moderna a disposizione. Ad esempio è stata la prima a proporre reagenti chimici precaricati in fabbrica così come strumenti per poterli utilizzare abbassando il rischio di errore umano. Questo tipo di soluzioni è stato studiato per aumentare la sicurezza degli operatori: spesso, infatti, al cambio dei reagenti si creano gas nocivi molto pericolosi.

Dopo aver lavorato molto sull’innovazione di prodotto, già da diversi anni Intelsint si è dedicata all’innovazione di processo. Un percorso che continuerà anche in futuro. In particolare il progetto si pone come obiettivo finale l’automazione totale dei processi di preparazione del campione del laboratorio di istologia. I benefici di un tale risultato sarebbero diversi: la riduzione dei tempi diagnostici, la riduzione o l’azzeramento dell’errore umano, la costanza e l’ottimizzazione del livello di qualità.

Tutto questo e molto altro rappresenta il segreto del successo di Intelsint.

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