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Caffè, l’aumento delle materie prime non risparmia la tazzina

Il costo del chicco è aumentato di oltre il 40% in un anno

Da 100 a 144 centesimi a libbra: il costo del chicco verde di caffè è aumentato del 40% in un anno, a causa della tensione sui prezzi delle materie prime, ma non solo. In una tazzina ci sono circa 7 grammi di caffè e l’incidenze sul prezzo finale è del 20%, cioè 17/18 centesimi su un euro. Quindi, come spiega il vicedirettore generale Fipe Confcommercio Luciano Sbraga, le motivazioni dell’aumento vanno cercate anche altrove. Per esempio nel costo della vita: l’energia e gli affitti dei locali, soprattutto, perché in queste condizioni per gli esercizi pubblici qualsiasi aumenti è determinante.

L’espresso ha un costo che si aggira tra gli 88 centesimi di Reggio Calabria e gli 1,11 euro a Bologna, dove si registra il più caro. Nel mezzo Napoli con 90 centesimi, 93 a Roma, 1,09 a Torino, 1,10 a Modena, Ravenna e Belluno. Nel periodo pre-Covid in media un bar produceva 175 tazzine per un valore di 6,6 miliardi, ovvero il 32% del fatturato.

Del lockdown hanno beneficiato i consumi domestici ma con le riaperture si potrebbe tornare alla normalità.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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