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Il mondo degli impianti di sollevamento a 360 gradi con MBB Ascensori

L’azienda marchigiana ha trovato come rendere piacevole il viaggio in ascensore sfruttando la bellezza, l’arte e le emozioni sensoriali

Impianti di elevazione come non li avete mai visti. MBB Ascensori è fatta da nomi evocativi, opere d’arte e molto altro ancora. Ce ne parla il Ceo Valeria Bedetti.

La storia di MBB Ascensori inizia con il sig. Bedetti, padre dell’attuale Ceo, quando negli anni Cinquanta si trasferisce a Torino con il desiderio di lavorare per una nota azienda automobilistica. Il primo ingaggio, invece, arriva in un’azienda profumi come manutentore dei macchinari e poi in un’azienda del settore ascensoristico: è in questo periodo che partecipa all’installazione dell’asconsore sulla Mole Antonelliana. Dopo un po’ il sig. Bedotti decide di tornare ad Ancora dove vuole contribuire allo sviluppo dell’economia locale ed è lì che, nel garage di casa e con l’aiuto della moglie, fonda l’azienda con una denominazione diversa da quella di oggi.

Nel corso degli anni quella che poi è diventata MBB Ascensori si è pian piano ampliata arrivando oggi a contare 36 addetti. L’azienda si occupa di impianti di sollevamento a tutto tondo: la maggior parte dei prodotti viene realizzata in azienda e il restante commercializzata; vengono offerti, inoltre, tutti i servizi di post-vendita, manutenzione e assistenza degli impianti sia firmati MBB che di altre aziende.

Dopo alcuni anni nell’ambito degli ascensori, oggi l’azienda si dedica anche alla piattaforme che nel tempo sono diventate il suo fiore all’occhiello. Il mercato ha una forte richiesta di piattaforme elevatrici, impianti che aiutano ad abbattere le barriere architettoniche prima all’interno di case preesistenti e oggi in tutti gli edifici. Tra quelle prodotte da MBB Ascensori ci sono i modelli LEA, il cui nome deriva dall’acronimo dei nomi degli autori della piattaforma ma anche dalla divinità hawaiana che costruisce le divinità, e ALIMEDE, il cui nome è invece legato al mare, Alimede è infatti la nereide che vive nel Mar Mediterraneo.

MBB Ascensori usa una parola per descrivere la sua visione: olismo. Il Ceo si imbatté in questa parola leggendo un articolo scritto da un ingegneria, progettista di grandi impianti, e pensò che si adattasse benissimo al concetto di impianto di elevazione. Questo tipo di impianti è composto da diverse parti, meccanica, elettronica, informatica. Avere una visione a 360 gradi su questi aspetti permette di recuperare e risparmiare tempo durante la progettazione ma anche di avere la capacità di risolvere tempestivamente le problematiche, se non di anticiparle e prevenirle. Conoscere la meccanica è fondamentale per costruire una macchina, conoscere l’elettronica per farla muovere e, infine, conoscere l’informatica per controllarla a distanza e prevenire i guasti. Un approccio olistico, dunque, garantisce una buona riuscita degli impianti oltre che una maggiore soddisfazione del lavoro svolto.

Anche il concetto di arte è applicabile agli impianti di MBB Ascensori, ecco perché. Resasi conto che spesso gli ascensori vengono associati ad emozioni negative, come la claustrofobia, Valeria Bedetti ha deciso di voler trovare un modo per spostare l’attenzione delle persone dal movimento dell’ascensore e dall’ambiente chiuso verso qualcosa che potesse rendere il viaggio piacevole. Ha quindi incontrato delle artiste che lavorano con elementi materici come resine e micro cementi e con loro ha realizzato delle pannellature per le cabine che fosse piacevoli da punto di vista visivo ma anche tattile. “Vietato non toccare” è il motto del progetto che ha creato vere e proprie esperienze percettive per i passeggeri, contribuendo così al loro benessere.

Anche il segreto di MBB Ascensori si racchiude in questa parola, olismo: per raggiungere il successo è necessario mettere al primo posto la persona, ma anche dare significato al lavoro e alla piacere di farlo, conoscere e lavorare per i propri obiettivi, saper guardare lontano, saper cambiare velocemente e sviluppare capacità di resilienza. E ancora, essere coraggiosi, intraprendenti, prendersi la responsabilità delle proprie decisioni e saper chiedere scusa quando si sbaglia. Non può poi mancare il gioco: divertirsi e giocare con le idee.

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