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Green Pass, al vaglio l’ipotesi di utilizzo per i trasporti a lunga distanza

Il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini è favorevole all’estensione mentre il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri dice che è prematuro parlarne. Probabile la proroga dello stato di emergenza ad ottobre o a dicembre

Estendere l’obbligatorietà del green pass per l’accesso ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Secondo fonti di Governo questa è una delle ipotesi che sarà vagliata in occasione della cabina di regia prevista lunedì o martedì prossimo. Tra le ipotesi c’è anche quello di riservare, almeno per alcune attività, l’utilizzo del green pass solo dopo aver fatto la seconda dose di vaccino, in linea con l’Ue.

I provvedimenti che scaturiranno dal confronto su questi temi confluiranno nel decreto emergenza del Governo dove dovrebbe essere prevista anche la proroga dello stato di emergenza, che al momento termina il 31 luglio. Due sono le ipotesi: o far slittare il termine a fine ottobre oppure a fine dicembre.

Favorevoli ad una estensione del Green Pass sono il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini e Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha detto: «la variante Delta è molto contagiosa e temibilissima, quindi vacciniamo vacciniamo e vacciniamo. E introduciamo il Green pass per tutte quelle situazioni in cui c’è aggregazione. Quanto all’eventualità di rivedere alcuni parametri che prevedono il passaggio di colore anche solo in base al numero dei contagiati, pur senza aumento di ospedalizzazioni a me sembra un falso problema. Quello che dobbiamo fare è vaccinare più persone possibile e continuare con il Green pass che limita la possibilità di circolazione dei soggetti contagiati. Se facciamo così il problema non si pone perché teniamo sotto controllo sia la circolazione del virus che la protezione delle persone più vulnerabili. Quindi bisogna vedere il problema da un altro punto di vista».

Secondo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri parlare oggi di un green pass come in Francia è prematuro ma può in futuro essere una occasione per evitare restrizioni. «Con un’Italia ancora tutta bianca e con i contagi ancora bassi può avere un’utilità per i viaggi e per i grandi eventi. Può anche però avere un senso in visione prospettica, ad alcune settimane da oggi – ha spiegato. – I contagi stanno salendo e quindi dobbiamo valutare innanzitutto l’impatto sui nostri ospedali. Io credo che sarà un impatto minimo perché oggi i contagi sono prevalentemente tra giovani e tra non vaccinati, quindi i ricoveri saranno sicuramente meno rispetto a quando nessuno era vaccinato. I parametri devono essere basati sulle ospedalizzazioni dovute ai contagi. Il rischio è che i contagi possano continuare a salire. Se salgono e non cambiamo i parametri delle zone di rischio è chiaro che qualche restrizione è possibile. Tra la restrizione e avere zero restrizioni grazie al green pass è chiaro che quest’ultimo è lo strumento adatto da utilizzare per gli eventi a rischio di assembramento. E poi non chiamiamolo green pass alla francese chiamiamolo green pass e basta. La Francia ha una situazione epidemiologica più grave rispetto alla nostra e hanno un’esitazione vaccinale più ampia della nostra».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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