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Viaggi, il 46% degli italiani rimane a casa e non solo per il Covid

Tra le motivazioni spicca la mancanza di soldi più che la paura del contagio. Rimarranno a casa soprattutto i precari, maggiormente anziani e residenti nelle Regioni del Centro e del Nord ovest del Belpaese

Il 46% degli italiani, circa 10 milioni di persone, ha rinunciato ad andare in vacanza questa estate. E il motivo non è solo la paura di rimanere contagiati ma anche e soprattutto il peggioramento delle condizioni finanziarie delle famiglie. Lo rivela un’indagine di Demoskopika. «La crisi economica pesa più della paura del Covid nei consumi turistici», ha detto il presidente, Raffaele Rio.

In particolare il condizionamento del Covid-19 ad andare in vacanza si è ridotto di ben 19 punti percentuali, passando dal 24% della prima rilevazione (maggio 2021) al 5% della seconda rilevazione (luglio 2021). Va poi considerata l’impennata della percezione di un peggioramento delle condizioni economiche: a maggio l’8% dichiarava di non poter programmare le vacanze per mancanza di soldi a fronte del 17% del dato odierno.

Ad aver rinunciato alla vacanza per questioni economi sono soprattutto le persone con un titolo di studio basso, i disoccupati, gli operai, con una netta prevalenza di anziani rispetto ai giovani, residenti soprattutto nelle Regioni del Centro e del Nord ovest del Belpaese.

Sul versante opposto chi si metterà in viaggio lo farà nell’87% rimanendo entro i confini. Solo 13% ha optato per il viaggio all’estero: l’11,1% ha in programma una meta europea, mentre il 2,1% opta per una destinazione internazionale. Risiedono principalmente nel Mezzogiorno i più convinti assertori della villeggiatura. Inoltre, possiedono un titolo di studio medio-alto e si trovano in una condizione di lavoro dipendente (dirigenti, quadri, impiegati, etc.) piuttosto che autonomo. Quasi 6 italiani su 10 andranno al mare che rimane la meta preferita.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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