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TT89, la chiusura del cerchio nell’economia circolare

TT89 ha messo a punto un pallet in plastica rigenerata leggero, performante ed innovativo

Il progetto TT89 sfrutta esperienza nel settore del packaging in plastica e voglia di portare innovazione e soluzioni sostenibili. Ce ne parlano Giulia Pezzoli e Luigi Cardinetti, due dei tre co-founder insieme a Diego Bernini.

Il progetto nasce qualche decennio fa quando i tre fondatori iniziano a lavorare nella produzione di packaging industriale a soffiaggio in plastica. Da quel primo momento, grazie alla modernizzazione della tecnologia, si spostano nell’ambito della rigenerazione, preparazione e riutilizzo della plastica. In particolare, raccolgono e collettano il principale prodotto nel settore del packaging in plastica, le cisternette, e le preparano ad una nuova vita e un nuovo futuro. Circa la metà delle cisternette non vengono, tuttavia, prodotte in modo tale che si possano rigenerare ad un livello economicamente e tecnicamente interessante: loro, dunque, recuperano le parti in plastica, le macinano e creano plastica rigenerata. Questa è formata soprattutto da polietilene ad alto peso molecolare, un prodotto interessante nell’ambito dell’imballaggi industriale che possiede caratteristiche peculiari.

Prima della nascita ufficiale del progetto TT89, la plastica rigenerata veniva venduta ai produttori di materiali o prodotti che ne avevano bisogno, senza però sfruttare le peculiarità del polietilene e nobilitarne le caratteristiche. L’obiettivo a quel punto diventa, non solo utilizzare la plastica rigenerata derivante dalla mancata preparazione al riutilizzo delle cisternette, ma anche di pensare ad un prodotto adatto all’industria che potesse beneficiare dell’uso di questa plastica rigenerata. Così nasce, in collaborazione con l’Università di Bergamo, il pallet di TT89.

Quella di un pallet potrebbe sembrare un’idea banale, al contrario invece è un prodotto che ha saputo unire tecnologia e innovazione al concetto di ecologia ed economia circolare apportando non pochi benefici rispetto ad un classico pallet in legno di cui l’EPAL è il massimo esponente. Il pallet è realizzato interamente con plastica derivante da processo a soffiaggio rigenerata, utilizzata però in un processo ad iniezione. É molto resistente e robusto ma pesa meno di un pallet classico: 12 chilogrammi in confronto a 20-25. Raggiunge performance competitive con 5.000 chilogrammi di portata statica, 2.000 di portata dinamica e 1.250 in rack e comporta benefici non da poco economicamente misurabili per tutto il comparto della logistica e non solo.

Nella progettazione di questo prodotto nulla è stato lasciato al caso, tra cui anche la forma. Esistono, infatti, pallet in plastica di diverse tipologie ma alcune, per raggiungere le stesse performance, pesano oltre i 18 chilogrammi o necessitano di barre metalliche. La conformazione del pallet di TT89, invece, è stata studiata a lungo per permettere resistenza ed efficienza grande a tutta una serie di piccoli dettagli che hanno permesso di fare la differenza.

Ovviamente, nell’ambito dell’economia circolare, i pallet potranno essere nuovamente rigenerati e per far sì che questo avvenga nel migliore dei modi TT89 sta mettendo a punto dei nuovi di raccolta e interscambio per dare sempre nuova vita alla plastica.

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