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Risiko bancario, Unicredit tratta con il Mef per la fusione con Mps

Si aprono le trattative per una eventuale aggregazione. Una possibile decisione a settembre

Unicredit esce allo scoperto e rivela di essere in trattative per acquisire Monte dei Paschi di Siena. Dopo mesi di indiscrezioni il gruppo guidato da Andrea Orcel ha dichiarato di aver raggiunto un accordo per avviare i colloqui in esclusiva con il Mef per verificare la fattibilità di “una potenziale operazione” su Mps.

Il processo per la cessione della quota di controllo in mano al Tesoro, che ne detiene il 64%, è in corso da mesi e ora Unicredit rompe gli indugi e annuncia che scenderà in campo precisando che l’eventuale operazione avverrà “attraverso la definizione di un perimetro selezionato e di adeguate misure di mitigazione del rischio“. E che la decisione potrebbe arrivare a settembre.

Tra i principali presupposti concordati con il Mef per verificare la fattibilità dell’operazione a livello patrimoniale ed economico c’è la neutralità della stessa rispetto alla posizione di capitale del Gruppo su base pro forma; un accrescimento significativo dell’utile per azione dopo aver considerato le possibili sinergie nette dell’operazione ed in ogni caso il mantenimento dei livelli attuali di utile per azione anche prima di tener conto delle possibili sinergie al 2023; l’esclusione di contenziosi straordinari non attinenti all’attività di ordinaria gestione bancaria e di tutti i relativi rischi legali, attuali o potenziali; l’esclusione dei crediti deteriorati e l’adeguata copertura di eventuali ulteriori rischi di credito che siano identificati anche a seguito della due diligence attraverso modalità da definire; l’accordo sulla gestione del personale in funzione del compendio inerente all’esercizio delle attività commerciali, al fine di assicurare un’integrazione agevole, rapida ed efficace del business nel Gruppo.

L’operazione sarà subordinata al positivo esito della due diligence legale, patrimoniale, fiscale, contabile e industriale, e delle interlocuzioni con il MEF e MPS finalizzate ad arrivare a una più puntuale definizione della struttura, dei termini e del perimetro dell’operazione, oltre che alla successiva definizione dei relativi accordi vincolanti. 

L’operazione permetterebbe a UniCredit di rafforzare il posizionamento competitivo in Italia e in particolare nel Centro-Nord, dove si trova il 77% degli sportelli di Mps, contribuendo fra l’altro a una crescita della quota di mercato in Toscana di 17 punti percentuali, in Lombardia e in Emilia Romagna di quattro punti percentuali e in Veneto di 8 punti percentuali.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA / MATTEO BAZZI

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