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Anas, salta il nome di De Carolis come papabile ad. Si riaprono i giochi

E’ lui stesso a ritirarsi dopo le polemiche politiche suscitate sulla sua eventuale nomina. I partiti politici dicono no all’uomo dei Benetton

Salta l’ipotesi della nomina ad amministratore delegato di Anas di Ugo De Carolis, uomo di fiducia della famiglia Benetton. E’ stato lui stesso a ritirare la sua candidatura dopo le varie polemiche politiche innescate a destra e a sinistra sulla possibilità che la poltrona potesse andare a lui. «Alla luce delle dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti di forze politiche sull’ipotesi di una mia possibile nomina come amministratore delegato di Anas, ritengo opportuno ritirare la mia disponibilità ad assumere l’incarico, anche in considerazione della rilevanza strategica di Anas in un momento particolarmente difficile in cui è richiesta serenità e collaborazione di tutti per permettere al Paese di uscire il prima possibile dall’emergenza», ha detto.

I problemi nascono a causa del curriculum di De Carolis che, negli ultimi anni e fino al 2020, ha fatto parte come manager, dell’universo Benetton: nel ruolo di amministratore delegato di Telepass prima, e successivamente in quello di Aeroporti di Roma, fino all’addio nel gennaio 2020. Per non parlare poi del fatto che De Carolis è un uomo storicamente vicino a Giovanni Castellucci, l’ex braccio destro della famiglia di Ponzano veneto imputato a Genova per il disastro del Ponte Morandi.

Il suo nome era stato fatto dal nuovo ad di Ferrovie dello Stato, Luigi Ferraris, con l’appoggio anche del ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini. De Carolis sembrava quindi un nome sicuro visto che Anas fa parte del circuito di Fs. Ma quel passato nel gruppo Atlantia, nel quale è entrato nel 2008, non era andato giù a molti. «Spero siano voci infondate. Sarebbe uno schiaffo per tutti i liguri», aveva scritto in una nota il deputato della Lega Edoardo Rixi.

Proposta irricevibile anche per il Movimento 5 Stelle, con l’ex ministro dei Trasporti ai tempi della tragedia del Ponte Morandi, Danilo Toninelli, che aveva detto: «Vedere questi signori uscire dalla porta e rientrare dalla finestra sarebbe uno sfregio. Non solo per le vittime del Morandi, ma per tutti gli italiani». Per il Partito Democratico si trattava di “un fatto gravissimo e inaccettabile”. E dall’opposizione era arrivato anche l’attacco di Fratelli d’Italia.

Ora si riaprono i giochi: le indiscrezioni vogliono altri due papabili per la poltrona di ad: si tratta di Massimiliano Bianco, ex di Ferrovie e già alla guida di Iren e Ugo Dibennardo, cresciuto in Anas e ad di Cav-Concessioni Autostradali Venete. Non ci dovrebbero essere sorprese invece per il futuro presidente di Anas, ovvero Edoardo Valente, 61 anni, generale di corpo d’armata della guardia di finanza. A breve comunque ci sarà un CdA di Fs e saranno svelati i nomi ufficiali.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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