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Virus, la Sicilia passa in zona gialla. Coldiretti: “niente più tavolate per i ristoranti”

Niente più tavolate e ripercussioni negative a cascata sull’intera filiera agro-alimentare

Da oggi purtroppo la Sicilia è passata ufficialmente in zona gialla. «È la conferma che il virus non è ancora sconfitto e che la priorità è continuare ad investire sulla campagna di vaccinazione e sui comportamenti prudenti e corretti di ciascuno di noi», ha detto nelle scorse ore il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ma il passaggio cosa comporta? Ebbene, non ci sono limiti agli spostamenti tra le Regioni, né restrizioni orarie per quanto riguarda la circolazione, dunque nessun coprifuoco, che è stato eliminato lo scorso 21 giugno. Bisogna però indossare le mascherine anche all’aperto oltre che al chiuso. Teatri, cinema, concerti, musei e terme sono accessibili, ma vigono le stesse regole della zona bianca, quindi sempre con l’utilizzo del Green pass. Anche i ristoranti restano aperti sia al all’interno (con pass) che all’aperto (anche senza), ma in gialla il limite di commensali al tavolo è di quattro persone, salvo che non si tratti di conviventi.

Il cambio di colore mette in allarme la Coldiretti che teme una brusca frenata della ripresa per quanto riguarda il settore food che ha accompagnato la Regione e l’Italia intera durante tutta l’estate. «Il limite dei posti a tavola è una misura di sicurezza che ha ripercussioni sul bisogno di convivialità degli italiani in vacanza ma pesa anche sugli incassi della ristorazione dopo le pesante perdite subite per i lockdown per la pandemia Covid – spiega la Coldiretti. – La necessità di mantenere almeno un metro di distanza tra i tavoli riduce drasticamente gli spazi disponibili per il servizio. L’ impatto negativo si trasferisce a cascata sull’intera filiera con la riduzione di acquisti di prodotti alimentari e vino dalle aziende agricole ma anche di addobbi floreali con il contenimento del numero di inviatati o addirittura il rinvio delle cerimonie. Senza dimenticare che 1/3 della spesa turistica per la vacanza in Italia è destinato all’alimentazione con il cibo che rappresenta per molti turisti la principale motivazione del viaggio».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/EMANUELE VALERI

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